Disagi sulla Sulmona–L'Aquila: il viaggio trasformato in una "scatola di calore"
Un mese dopo la riapertura della linea ferroviaria Sulmona–L'Aquila, il ritorno alla normale circolazione non ha risolto tutti i problemi segnalati dagli utenti. Il Comitato pendolari Sulmona–L'Aquila ha denunciato condizioni di viaggio gravemente compromesse a causa del mancato funzionamento dell'impianto di climatizzazione sul regionale 23811, con temperature misurate dai passeggeri fino a 35°C all'arrivo a Sulmona.
I dati raccolti indicano che alla partenza dal capoluogo le carrozze registravano già circa 32°C, con un progressivo peggioramento durante il tragitto. A peggiorare la situazione, secondo il Comitato, è la scarsa aerazione delle vetture: i finestrini, ritenuti troppo piccoli, non consentirebbero un ricambio d'aria sufficiente, trasformando i vagoni in veri e propri ambienti soffocanti.
“Le criticità sarebbero già state segnalate in più occasioni senza che siano stati adottati provvedimenti risolutivi. Una situazione che, a mio giudizio, supera il semplice disservizio e investe il rispetto dei diritti fondamentali dei viaggiatori”.
La dichiarazione è del portavoce del Comitato, Alessandro Di Santo, che ha espresso l'esasperazione degli utenti e la sensazione di essere trascurati nelle tratte interne. Il Comitato chiede chiarimenti sulle verifiche effettuate sui convogli durante i lavori di manutenzione che hanno preceduto la riapertura della linea e avverte che, in assenza di interventi rapidi, si rivolgerà agli strumenti di tutela amministrativa e giudiziaria, incluse richieste di accesso agli atti e segnalazioni all'Unione Europea.
- Treno interessato: regionale 23811
- Temperatura registrata alla partenza: circa 32°C
- Temperatura registrata all'arrivo: fino a 35°C
- Richieste del Comitato: verifiche sui convogli e interventi risolutivi, possibili ricorsi
| Fase del viaggio | Temperatura rilevata |
|---|---|
| Partenza da L'Aquila | 32°C |
| Arrivo a Sulmona | 35°C |
Per i pendolari la questione non è solo di comfort: temperature elevate in spazi chiusi possono rappresentare un rischio per la salute, soprattutto per anziani, bambini o persone con fragilità. La protesta mette in luce anche criticità strutturali legate al tipo di materiale rotabile impiegato e all'efficacia delle manutenzioni effettuate durante la chiusura della linea.
Resta ora da vedere quali risposte arriveranno dai gestori del servizio ferroviario e dalle autorità competenti. I pendolari attendono controlli puntuali sui convogli e interventi rapidi per garantire condizioni di viaggio dignitose e sicure lungo una tratta che collega comuni e comunità dell'interno abruzzese.