Operazione dei carabinieri dopo l’arresto di marzo: le aree d’indagine e i comuni coinvolti
Nella mattinata odierna il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri ha dato esecuzione a una serie articolata di perquisizioni disposte dalla Procura della Repubblica di Benevento nell’ambito dell’indagine collegata all’arresto dell’ex dirigente comunale Gennaro Santamaria, avvenuto lo scorso marzo. Le attività investigative riguardano persone indagate per reati tra cui corruzione, induzione illecita, ricettazione e finanziamento illecito ai partiti.
Dall’istruttoria emergono profili che interessano svariati ambiti dell’azione amministrativa: procedure urbanistiche, affidamenti di incarichi tecnici e di progettazione, gare d’appalto per lavori pubblici, concorsi per l’assunzione di personale e progetti nel settore dei servizi alla persona.
- Persone coinvolte: 18 soggetti fra dirigenti e funzionari, imprenditori, tecnici e amministratori locali;
- Ruoli pubblici interessati: ufficio urbanistico del Comune di Benevento, enti locali della provincia, e l’Ente Parco del Taburno;
- Oggetti dell’indagine: incarichi di verifica e progettazione, appalti per progettazione esecutiva ed esecuzione lavori, concorsi pubblici e avvisi di co-progettazione per servizi alla persona.
Chi sono e dove incidono le indagini
Secondo quanto disposto dagli inquirenti, le misure investigative riguardano in particolare:
- procedure svolte presso l’ufficio urbanistico comunale di Benevento;
- due procedure per il conferimento di incarichi di verificatore e una per la progettazione di opere pubbliche;
- tre procedure di affidamento in appalto riferite alla progettazione esecutiva e all’esecuzione dei lavori;
- quattro concorsi pubblici per assunzioni;
- cinque iniziative di co-progettazione legate ai servizi alla persona;
- affidamenti di progettazione per interventi di risanamento del dissesto idrogeologico in diversi Comuni della provincia.
Per quanto riguarda i territori interessati, tra le località citate figurano i Comuni di Ponte, Frasso Telesino, Sant’Angelo (riportato nella documentazione come San Giorgio la Molara) e Pietraroja, nonché l’Ente Parco del Taburno. (N.B.: la fonte menziona San Giorgio la Molara e Pietraroja come aree con procedure di progettazione per il dissesto idrogeologico.)
| Tipologia | Numero di persone |
|---|---|
| Dirigenti / funzionari | 4 |
| Ex dirigente regionale | 1 |
| Imprenditori | 7 |
| Tecnici | 4 |
| Sindaci | 2 |
Conseguenze per l’amministrazione e per i cittadini
L’indagine, che ha preso slancio dall’arresto in flagranza di Santamaria e dalle dichiarazioni rese durante gli interrogatori, ha esteso i controlli a pratiche sensibili per l’azione amministrativa. Il coinvolgimento di figure con responsabilità decisionali può avere un impatto diretto sul funzionamento degli uffici e sui tempi di istruttoria delle pratiche, con ricadute su progetti e servizi a livello locale.
Le verifiche in corso, come disposto dalla Procura, mirano a ricostruire la catena di responsabilità e l’eventuale scambio di utilità tra pubblico e privato. Gli esiti delle perquisizioni e delle attività istruttorie saranno determinanti per eventuali provvedimenti cautelari o ulteriori sviluppi processuali.
Prossimi passi e attenzione pubblica
La Procura proseguirà con gli accertamenti di dettaglio a partire dagli elementi raccolti finora. Sul fronte politico e amministrativo, la vicenda solleva questioni relative alla trasparenza delle nomine e ai controlli interni. Per la cittadinanza resta cruciale monitorare l’evolversi degli atti giudiziari e l’eventuale impatto sui servizi e sui lavori pubblici programmati per la provincia.