Un racconto per immagini che nasce dalla memoria giudiziaria
A 25 anni dai giorni del G8 di Genova, torna d’attualità il lavoro dell’autrice Gloria Bardi, che già nel 2008 firmò un romanzo a fumetti dedicato a quanto accadde alla scuola Diaz nella notte tra il 20 e il 21 luglio 2001. La scelta di affidare a tavole disegnate la ricostruzione di un evento così complesso ha rappresentato, all’epoca, un passaggio di rilievo nel modo di raccontare la cronaca giudiziaria recente. L’opera, infatti, si fonda su materiali documentali: filmati, audio e la cosiddetta “memoria illustrata” della Procura, riletti in chiave narrativa senza rinunciare all’aderenza ai fatti accertati.
«Le strisce ricostruiscono quanto è avvenuto tra il 20 e il 21 luglio utilizzando i video originali e gli interrogatori»
Il lavoro di Bardi si colloca in una tradizione di racconti sul G8 che comprende film, documentari e libri, ma porta con sé una specificità: la “traduzione” visiva di atti e prove, con l’obiettivo di rendere comprensibile e condivisibile un nodo cruciale della storia cittadina. L’attenzione si concentra sull’irruzione alla Diaz, episodio conclusosi anni dopo con la sentenza della Cassazione del 5 luglio 2012, che ha visto la condanna di 25 appartenenti alle forze dell’ordine, tra cui dirigenti di vertice.
Come è nata l’idea: una scintilla tra teatro e graphic novel
Alla base del progetto c’è l’incontro tra competenze teatrali e ricerca giudiziaria. Bardi ricorda il suggerimento arrivato da un legale vicino al tema e la successiva decisione di optare per il linguaggio del fumetto, sulla scorta di esperienze editoriali che avevano raccontato altri grandi eventi internazionali.
«L’idea di questo fumetto nasce da uno spunto del mio amico avvocato Armando Roccella - racconta la sceneggiatrice - Sapendo che mi occupavo di drammaturgia teatrale, mi consegnò la memoria illustrata dei pm Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini riguardante i fatti della scuola Diaz. Al tempo ero legata a una compagnia teatrale amatoriale che principalmente si occupava di commedie, non mi sembrava un progetto ideale. Nel frattempo vidi un fumetto che ricostruiva i fatti delle torri gemelle e lì mi si accese la lampadina».
Il passaggio da testo giudiziario a sequenza disegnata ha richiesto un’operazione di selezione e montaggio attento, finalizzato a restituire il quadro di eventi, tempi e luoghi, senza sovrapporre opinioni a ciò che le fonti documentano. Un metodo che, a distanza di anni, riafferma il valore del fumetto come strumento di memoria civile.
Perché questa storia parla ancora alla città
Per Genova, la rievocazione della Diaz non è solo un fatto di cronaca del passato: resta uno specchio su cui si misura il rapporto tra diritti, ordine pubblico e fiducia nelle istituzioni. La risonanza nazionale e internazionale di quei giorni ha inciso sull’immagine della città e continua a emergere in ogni anniversario. In questo quadro, il lavoro di Bardi contribuisce a tenere insieme ricostruzione dei fatti e accessibilità del racconto, aiutando nuove generazioni a orientarsi tra atti, sentenze e testimonianze.
La scelta di basarsi su video e interrogatori offre agli studenti, alle famiglie e ai lettori non specialisti uno strumento per comprendere cosa accadde dentro e fuori l’edificio scolastico. La fedeltà alla sequenza degli eventi evita semplificazioni e mette in primo piano la responsabilità individuale e collettiva così come delineata dalle carte processuali.
Un linguaggio popolare per una materia complessa
Il graphic novel consente di attraversare i punti chiave di quelle ore, valorizzando la dimensione spazio-temporale: ingressi, movimenti, testimonianze, referti. Nella forma delle strisce, il lettore trova una mappa visuale che rimanda costantemente alle fonti originali. Questa impostazione favorisce una lettura critica e verificabile, invitando a confrontare le immagini su carta con ciò che è stato raccolto dagli inquirenti.
- Fatti ricostruiti attraverso materiali audiovisivi e atti giudiziari.
- Focus sull’irruzione alla scuola Diaz nella notte tra il 20 e il 21 luglio 2001.
- Esito giudiziario: condanne in Cassazione il 5 luglio 2012.
Le date che hanno segnato il caso Diaz
| Data | Evento |
|---|---|
| 20–21 luglio 2001 | Irrompono le forze dell’ordine alla scuola Diaz durante il G8 |
| 2008 | Realizzazione del romanzo a fumetti di Gloria Bardi |
| 5 luglio 2012 | Sentenza della Corte di Cassazione con 25 condanne |
Un patrimonio per la didattica e la cittadinanza
La ricostruzione proposta dal fumetto può sostenere percorsi di educazione civica e memoria storica. Per Genova e la sua provincia, dove il ricordo del G8 rimane un riferimento ineludibile, tornare su quegli eventi significa interrogarsi sull’equilibrio fra sicurezza e tutela delle garanzie. La forza del linguaggio disegnato sta nella capacità di rendere questi snodi leggibili senza cedere alla semplificazione o alla retorica.
A un quarto di secolo dai fatti, la lezione che arriva da opere come quella di Bardi è nella centralità delle fonti e nel rispetto del lavoro giudiziario. La memoria, quando si appoggia a documenti, immagini e testimonianze verificate, diventa un presidio contro l’oblio e una risorsa per discutere, con dati alla mano, di responsabilità, procedure e diritti fondamentali. In questo senso, il contributo dell’autrice si inserisce fra gli strumenti che aiutano la comunità genovese a mantenere vivo un confronto informato, aperto e ancorato ai fatti.