Il dato e il contesto
In provincia di Forlì-Cesena il numero dei bar è passato da 1.199 nel 2019 a 987 nel 2025: una riduzione netta di 212 esercizi, pari al 17,7% in meno in sei anni. A livello nazionale il calo nello stesso arco temporale è stato del 14,2%, ma la provincia forlivese fa registrare una contrazione più marcata rispetto alla media italiana. I dati sono il risultato di un'elaborazione di Confesercenti.
Cause indicate dall'analisi
Secondo lo studio, la riduzione delle attività è riconducibile a un insieme di fattori che hanno agito in combinazione. Tra questi si segnalano:
- aumenti dei costi di energia e materie prime;
- spinte al rialzo degli affitti e del costo del lavoro;
- effetti residui della pandemia sulle abitudini di consumo;
- perdita di potere d'acquisto delle famiglie e concorrenza di nuove formule di servizio;
- difficoltà nel ricambio generazionale e carenza di personale.
Effetti sull'economia locale
La scomparsa di 212 bar non è solo un numero: riduce la domanda verso i fornitori locali, provoca minori opportunità occupazionali e erode reddito prodotto nel territorio. Confesercenti stima per la provincia una perdita di ricchezza pari a 63,6 milioni di euro nel periodo considerato. A livello nazionale, partendo da una stima del fatturato medio annuo per attività cessata, l'associazione valuta in oltre 7,2 miliardi la ricchezza complessiva assorbita dalla contrazione del settore bar tra il 2019 e il 2025.
Impatto sociale sui quartieri e nei piccoli centri
I bar svolgono spesso funzioni che vanno oltre la mera vendita: nei centri minori e nelle aree periferiche costituiscono punti di relazione quotidiana e presidio sociale. La perdita di questi esercizi implica un indebolimento dei servizi di prossimità e una riduzione dei luoghi dove si costruiscono legami comunitari.
"I 212 bar persi in provincia di Forlì-Cesena in soli sei anni rappresentano un dato che deve far riflettere - sottolinea Cesare Soldati, vicepresidente Confesercenti d'area Ravenna-Cesena - Dietro ogni numero ci sono persone che hanno investito, lavorato e costruito nel tempo un'attività e, soprattutto, ci sono comunità che rischiano di perdere luoghi di relazione e servizi quotidiani."
Proposte e possibili ricadute locali
Tra le risposte avanzate da Confesercenti c'è la promozione di una proposta di legge di iniziativa popolare mirata a contrastare la desertificazione commerciale del comparto. Per la realtà forlivese l'attuazione di misure di sostegno potrebbe incidere sul mantenimento di posti di lavoro, sulla tenuta delle filiere locali e sul presidio dei servizi di vicinato, in particolare nelle frazioni e nei paesi.
| Anno | Numero bar |
|---|---|
| 2019 | 1.199 |
| 2025 | 987 |
| Variazione | -212 (-17,7%) |
Per gli amministratori locali e gli operatori del settore la sfida è duplice: trovare strumenti per contenere i costi e favorire il ricambio generazionale e, al contempo, promuovere politiche che tutelino la funzione sociale degli esercizi commerciali nei quartieri. Per i cittadini, invece, il fenomeno si traduce in meno servizi di prossimità e in una vivibilità potenzialmente ridotta in alcune aree del territorio.
Il confronto in sede regionale e locale sulle misure da adottare rimane aperto: le cifre emerse dall'analisi di Confesercenti rendono urgente un dibattito che coinvolga istituzioni, associazioni di categoria e comunità locali.