Comuni e Regione chiedono chiarezza prima dell’apertura delle gare
In vista dei bandi per le concessioni demaniali marittime, i Comuni della riviera e la Regione Emilia-Romagna stanno esercitando un forte pressing sul Governo per ottenere un modello di bando tipo che definisca limiti e criteri prima dell’avvio delle procedure. La mossa mira a garantire trasparenza e condizioni uniformi per i partecipanti, in un contesto che nella provincia di Forlì-Cesena coinvolge un numero rilevante di imprese.
Secondo la ricostruzione giornalistica, nella sola provincia di Forlì-Cesena le evidenze pubbliche interessano circa 170 lidi, cui si aggiungono ristoranti, bar, chioschi e altre attività per un totale stimato in oltre 200 aziende potenzialmente coinvolte dai bandi. La questione è rilevante non solo per gli attuali concessionari, ma anche per albergatori e operatori turistici che potrebbero ripensare investimenti e modelli di gestione.
“Diteci le regole prima dei bandi”
Timori per l’ingresso di grandi investitori
Le preoccupazioni degli operatori locali riguardano soprattutto la possibile partecipazione di grandi gruppi e fondi di investimento, che potrebbero competere con imprese familiari e gestori storici della costa. A Cesenatico, dove è attiva una cooperativa che raggruppa stabilimenti balneari, si segnala l’attenzione di società d’investimento interessate a impieghi di capitale nella riviera.
Il tema è stato sollevato da rappresentanti di categoria: Simone Battistoni, presidente della Cooperativa stabilimenti balneari di Cesenatico (che associa 127 imprese), è anche presidente regionale e vicepresidente nazionale di Sib Confcommercio. La posizione delle associazioni è orientata a ottenere regole chiare che permettano di valutare progetti e garanzie prima dell’apertura delle gare.
Impatto locale e punti critici
- Occupazione stagionale: le gare possono influire su contratti e occupazione estiva legata agli stabilimenti balneari.
- Investimenti: albergatori e piccoli operatori valutano la sostenibilità economica in un contesto più competitivo.
- Assetto territoriale: l’ingresso di grandi gruppi potrebbe cambiare l’offerta e la gestione del fronte mare.
La Regione Emilia-Romagna si è detta disponibile a fornire contributi progettuali per un «bando tipo», considerata la concentrazione degli stabilimenti lungo la riviera. L’obiettivo dichiarato è trovare un equilibrio tra apertura alle competizioni e tutela delle realtà locali che da decenni operano sul litorale.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Lidi nella provincia di Forlì-Cesena | 170 |
| Attività coinvolte (stabilimenti, bar, ristoranti, chioschi) | oltre 200 |
| Imprese associate alla cooperativa di Cesenatico | 127 |
La tempistica rimane un fattore cruciale: le gare, se i tempi verranno rispettati, dovrebbero determinare assetti che impatteranno sulla stagione turistica 2028. Per gli operatori locali, ottenere dal Governo regole chiare e condivise prima della pubblicazione dei bandi è la condizione ritenuta necessaria per pianificare investimenti e difendere il tessuto economico della costa.
Nei prossimi mesi le amministrazioni comunali, la Regione e le associazioni di categoria continueranno a confrontarsi con il Ministero per cercare una soluzione che contempli concorrenza, tutela del lavoro e salvaguardia dell’identità della riviera romagnola.