Il trasferimento e l'intervento
Il Banchetto di Psiche, grande arazzo in lana e seta databile al XVII secolo e facente parte delle collezioni del Museo Nazionale del Bargello, è stato trasferito il 19 ottobre 2026 nei laboratori dell'Opificio delle Pietre Dure per un intervento di studio e restauro della durata prevista di circa 30 mesi. L'opera, conservata nei depositi del Bargello da circa un secolo, misura 4,20 x 3,25 metri (superficie superiore ai 12 metri quadrati) e rappresenta una scena di banchetto con una figura femminile attorniata da ancelle e musicisti, oltre a una complessa bordura decorativa.
Provenienza e attribuzioni
L'arazzo è attribuito alla Manifattura della Grande Galerie du Louvre, attiva a Parigi nella prima metà del Seicento. La composizione iconografica richiama modelli vicini al repertorio del pittore fiammingo Michiel Coxcie (1497-1592), mentre la realizzazione viene idealmente ricondotta a due noti arazzieri, Girard Laurent e Maurice Dubourg, che operarono per la manifattura reale sotto i regni di Enrico IV e Luigi XIII.
Risorse e collaborazione
L'intervento sarà condotto dall'Opificio delle Pietre Dure in collaborazione con la Galleria dell'Accademia e i Musei del Bargello. Alla fase di restauro contribuisce la Fondazione Il Bargello con un finanziamento di 100.000 euro, destinato a sostenere le attività di conservazione e studio necessarie a riportare l'opera a condizioni di esposizione e fruizione pubblica.
- Opera: Il Banchetto di Psiche, arazzo in lana e seta.
- Dimensioni: 4,20 x 3,25 m (oltre 12 m²).
- Intervento: studio e restauro presso Opificio delle Pietre Dure, durata prevista circa 30 mesi.
- Finanziamento: contributo di 100.000 euro dalla Fondazione Il Bargello.
Impatto locale
Per Firenze si tratta di un'operazione che riguarda la tutela di un patrimonio tessile poco conosciuto al grande pubblico nonostante la presenza dell'opera nelle collezioni del Bargello dalla fine dell'Ottocento. Il restauro potrà non soltanto migliorare le condizioni conservative dell'arazzo, ma anche offrire l'occasione per una nuova esposizione pubblica e per attività di comunicazione e approfondimento rivolte a cittadini e visitatori interessati alla storia dei tessuti e alle relazioni artistiche europee tra Francia e Fiandre nel Seicento.
Tempistiche e prossimi passi
Con l'avvio delle analisi e dei trattamenti presso l'Opificio, i lavori dovrebbero protrarsi per circa trenta mesi, periodo durante il quale si eseguiranno indagini tecniche, interventi conservativi e la documentazione necessaria per pianificare una restituzione alla fruizione pubblica. L'operazione è inserita nel quadro delle collaborazioni tra istituzioni museali fiorentine che uniscono competenze scientifiche e conservazione preventiva per le collezioni storiche.
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Dimensioni | 4,20 x 3,25 m (oltre 12 m²) |
| Periodo | XVII secolo |
| Restauro | Opificio delle Pietre Dure, ~30 mesi |
| Contributo | 100.000 euro (Fondazione Il Bargello) |
Il restauro del Banchetto di Psiche rappresenta dunque un intervento di conservazione significativo per il patrimonio storico-artistico cittadino e offre la possibilità, al termine dei lavori, di rendere nuovamente accessibile al pubblico un esempio importante delle arti tessili europee del Seicento.