Cronaca Provincia di Bologna (BO)

Finti agenti truffano una coppia di anziani della provincia di Bologna: recuperati oro e contanti

Due coniugi arrestati ad Arezzo dopo aver convinto una coppia di anziani della provincia di Bologna a consegnare monili e denaro: recuperati circa 70mila euro in oro e 700 euro in contanti.

Finti agenti truffano una coppia di anziani della provincia di Bologna: recuperati oro e contanti
©Illustrazione IA Elisa Bernardi / we-news.com

Arresto dopo la truffa: la dinamica e il recupero della refurtiva

I carabinieri di Arezzo hanno arrestato due coniugi di origine campana, di 39 e 36 anni, ritenuti gli autori di una truffa messa a segno ai danni di una coppia di anziani della provincia di Bologna. A bordo dell'auto dei sospettati è stato trovato anche il figlio di 7 anni, poi affidato a un parente. Nel corso della perquisizione è stata recuperata la refurtiva: monili in oro per un valore di circa 70.000 euro e 700 euro in contanti.

L'indagine, coordinata dall'Arma di Arezzo, ha preso spunto dall'attività di controllo del territorio: un posto di blocco allo svincolo della E45 a Sansepolcro, inserito nei servizi estivi sulle principali arterie, ha permesso di intercettare il veicolo segnalato e procedere alle verifiche che hanno portato al ritrovamento degli oggetti sottratti.

La tecnica usata dai truffatori

Secondo quanto ricostruito dalle forze dell'ordine, i due avrebbero agito con la cosiddetta tecnica del «finto appartenente alle forze dell'ordine»: hanno contattato telefonicamente la coppia, sostenendo che la carta d'identità dell'uomo fosse stata clonata e usata per compiere reati. L'uomo, su invito, si sarebbe recato al comando della Guardia di finanza di Bologna mentre la moglie, rimasta a casa, avrebbe consegnato oro e denaro all'uomo che si era presentato sul posto.

«i due 'finti appartenenti alle forze dell'ordine' avevano chiamato a casa della coppia, convincendo i due anziani che la carta d'identità dell'uomo era stata clonata da malfattori di origine albanese e» usata «per commettere reati».

Una volta al comando, l'84enne ha scoperto di essere stato ingannato: nessun ufficiale aveva chiamato. Visionando immagini e fotogrammi delle zone interessate, i finanzieri hanno individuato l'autovettura utilizzata dai truffatori e segnalato il fatto alle forze dell'ordine nella regioni limitrofe, consentendo così l'intercettazione dei sospetti.

Conseguenze e iter giudiziario

I due arrestati, già noti alle forze dell'ordine, sono stati trasferiti in carcere (uno ad Arezzo e l'altro a Firenze). Il minore, presente nell'auto al momento del fermo, è stato affidato a un familiare. Sono in corso ulteriori accertamenti per verificare l'eventuale coinvolgimento degli arrestati in analoghi episodi compiuti in altre province.

Avvertenze per gli anziani e i familiari

Le modalità ricostruite confermano lo schema ormai frequente di raggiri telefonici che sfruttano il timore di implicazioni giudiziarie e l'autorità delle forze dell'ordine. Per proteggere parenti e conoscenti si raccomanda di seguire alcune semplici precauzioni:

  • Non consegnare denaro o gioielli a persone che si presentino a casa come «incaricate» senza prima aver verificato l'identità con il comando locale delle forze dell'ordine.
  • In caso di chiamate sospette, interrompere la comunicazione e contattare direttamente la stazione dei carabinieri o la Guardia di finanza locale per verificare la veridicità della richiesta.
  • Coinvolgere un familiare o un vicino prima di prendere decisioni che comportino la consegna di beni o soldi.

Per segnalazioni o sospetti si possono rivolgere ai numeri di emergenza delle forze dell'ordine: chiamare il 112 in caso di necessità o recarsi direttamente alla caserma più vicina.

La vicenda sottolinea la necessità di mantenere alta la guardia soprattutto nelle stagioni con maggior movimento sulle strade, quando le bande che operano per truffe si spostano tra province e regioni. Le autorità continuano gli accertamenti per stabilire l'eventuale responsabilità dei due in altri episodi analoghi segnalati sul territorio nazionale.

Elisa Bernardi
Elisa IA Corrispondente dalla provincia di Bologna online

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