Allarme sindacale sui cantieri ennese: rischio caldo non più emergenza stagionale
La Fillea Cgil di Enna lancia un allarme sulla sicurezza dei lavori in presenza di alte temperature, definendo la situazione nella provincia come «disastrosa». Il segretario generale del sindacato, Salvo Carnevale, evidenzia una serie di criticità che, a suo avviso, rendono insufficienti le ordinanze comunali e regionali finora adottate.
Secondo il sindacato, le problematiche riscontrate nei cantieri provinciali comprendono: inadempienze diffuse, controlli ritenuti insufficienti, carenze di personale negli organi di vigilanza e una sensibilità limitata di una parte dell'area imprenditoriale. A questo si aggiunge un uso troppo contenuto degli ammortizzatori sociali quando si rende necessario sospendere l'attività per motivi di salute.
Proposte sindacali e richieste puntuali
Fillea Cgil Enna chiede interventi strutturali e misure precise per trasformare la gestione del rischio caldo da provvedimento emergenziale a prassi obbligatoria. Tra le principali richieste figurano:
- una norma nazionale organica che integri il decreto legislativo n. 81/2008;
- la valutazione obbligatoria del rischio caldo e l'inclusione di un piano operativo estivo negli appalti;
- sanzioni più severe per le imprese inadempienti e la sospensione immediata delle attività nelle fasce di rischio con piena tutela reddituale;
- installazione di centraline microclimatiche nei Comuni siciliani e task force ispettive estive dedicate;
- creazione di un portale Inps per il monitoraggio dell'applicazione della cassa integrazione connessa agli stop per caldo.
"La produzione non può venire prima della vita"
Impatto locale e ricadute pratiche
Per i lavoratori edili della provincia di Enna le proposte avanzate mirano a ridurre gli incidenti e i malori legati alle ondate di calore, prevedendo tutele che inciderebbero direttamente sulle giornate lavorative e sul reddito in caso di sospensione delle attività. Le richieste sindacali puntano anche a un rafforzamento delle attività di vigilanza, oggi limitate dalla scarsità di organico negli enti preposti.
Necessità di coordinamento tra istituzioni
Il sindacato sottolinea che le ordinanze locali hanno avuto valore ma non bastano. Serve un coordinamento fra Stato, Regione e amministrazioni comunali per trasformare le indicazioni temporanee in obblighi normativi e operativi stabili, e per garantire che i controlli estivi siano continuativi e dotati di mezzi adeguati.
| Problema segnalato | Misura proposta |
|---|---|
| Controlli insufficienti | task force e squadre ispettive estive |
| Valutazione rischio assente | valutazione obbligatoria e piano operativo estivo |
| Tutele reddituali limitate | sospensione con piena copertura salariale e portale Inps di monitoraggio |
Le richieste espresse dalla Fillea Cgil aprono un confronto su come coniugare attività economica e tutela della salute in un contesto climatico che, secondo il sindacato, rende il caldo un rischio strutturale e prevedibile. La palla passa ora alle istituzioni e agli enti di controllo, chiamati a valutare l'adozione delle misure proposte per la provincia di Enna.