Esclusione e contesto
La graduatoria finale del bando statale “Sport e periferie 2026” consegna una doccia fredda al Comune di Fano: il progetto denominato “Fano indoor” si colloca al 183° posto su 273 partecipanti, posizione che esclude ogni possibilità di finanziamento anche in caso di scorrimento della graduatoria. A promuoverlo era stata l'amministrazione comunale, convinta dell'importanza di una struttura al coperto capace di rispondere alla domanda crescente di impianti sportivi nella città e nell'area limitrofa.
Il progetto e i numeri
Si tratta di una palestra polifunzionale, con capienza per alcune centinaia di spettatori e pensata per ospitare discipline diverse, incluso il calcio a 5. Il preventivo complessivo ammonta a 6,3 milioni; al momento della candidatura il Comune aveva dichiarato una disponibilità di cofinanziamento pari a 3,3 milioni, confidando che il bando coprisse la differenza.
- Totale progetti concorrenti: 273
- Posizione di Fano: 183°
- Preventivo opera: 6,3 milioni
- Cofinanziamento dichiarato: 3,3 milioni
Dichiarazioni e spiegazioni
Dal Comune arriva rabbia ma anche pragmatismo. L'assessore competente mette in luce i criteri che, a suo avviso, hanno penalizzato la candidatura: una maggiore attenzione ai parametri legati al disagio sociale e alla microcriminalità e l'introduzione del criterio della vicinanza ad altri impianti.
«Siamo stati gravemente penalizzati dai parametri, in particolare, più ancora che l'anno scorso, quelli che premiano realtà alle prese con disagio e microcriminalità. È stato anche introdotto il criterio persino più discutibile della vicinanza ad altri impianti»
Conseguenze finanziarie e programmatiche
L'esclusione obbliga ora gli uffici comunali a riconsiderare il piano economico: senza il contributo statale mancanti circa 3 milioni rispetto al fabbisogno stimato. L'assessore, oltre a sottolineare l'importanza strutturale dell'impianto per il territorio, dovrà valutare come reperire risorse alternative o se rimodulare il progetto su scala ridotta.
Impatto sul territorio e prospettive
Per la città la posta in gioco non è solo sportiva: la palestra era pensata anche come leva per il turismo sportivo, un filone che l'amministrazione intende continuare a sviluppare. L'assenza del finanziamento statale impone una scelta tra rinviare l'intervento, rimodularlo o trovare nuovi partner economici. In ogni caso, la strada per realizzare un impianto coperto resta complicata e onerosa.
Conclusione
La vicenda di Fano riflette tensioni più ampie sulle modalità di riparto dei fondi per lo sport pubblico: criteri di valutazione e obesità progettuale possono ribaltare il destino di iniziative ritenute strategiche a livello locale. Per il progetto «Fano indoor» si apre ora una fase di verifiche tecniche e politiche, mentre l'amministrazione dovrà fare i conti con la necessità di reperire risorse alternative o ripensare il modello dell'intervento.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Progetti concorrenti | 273 |
| Posizione di Fano | 183° |
| Importo stimato | 6,3 milioni |
| Cofinanziamento dichiarato | 3,3 milioni |