Un bene storico fermo in attesa di interventi
L'eremo di San Leonardo, luogo di culto e meta di interesse turistico nella Valle dei Sibillini, resta in attesa di un intervento di ricostruzione nonostante gli annunci. A sollevare il tema in consiglio regionale è il consigliere Fabrizio Cestti, che ha presentato un'interrogazione rivolta alla Giunta per conoscere lo stato del progetto e delle risorse destinate al recupero dell'edificio danneggiato dal sisma.
Secondo quanto riportato dall'ufficio ricostruzione, il progetto è stato depositato sulla piattaforma digitale dedicata alle pratiche del sisma, ma l'iter autorizzativo non è ancora concluso. In particolare, la pratica risulta al momento all'esame della Sovrintendenza, passaggio necessario per l'emissione del decreto di finanziamento e per l'affidamento dei lavori.
"Il progetto di ricostruzione è stato depositato sulla piattaforma informatica Gestione digitale sisma per l'ottenimento di autorizzazioni e finanziamenti."
La nota citata dall'interrogazione fa anche riferimento a una comunicazione dell'Arcidiocesi di Fermo del 24 agosto 2025, nella quale si prevedeva l'emissione del decreto di finanziamento entro marzo 2026. A oggi, però, manca la conferma ufficiale sull'effettivo stanziamento e sui tempi per l'apertura del cantiere.
Perché la questione è rilevante per il territorio
Il recupero di San Leonardo non è solo un'operazione di tutela del patrimonio religioso: ha ricadute sull'economia locale, sul turismo e sul tessuto sociale dei comuni montani. Negli anni successivi alle scosse, molte piccole comunità hanno visto ridursi servizi e attrattive; il ripristino di luoghi simbolo può contribuire alla ripresa educativa e culturale dell'area.
- Iter amministrativo: progetto depositato, attesa pareri della Sovrintendenza.
- Finanziamento: promessa di decreto entro marzo 2026 secondo l'Arcidiocesi, non ancora confermata.
- Prossimi passi: chiarimenti dalla Giunta su tempistiche per affidamento e apertura cantiere.
Il gruppo del Partito Democratico ha sottoscritto l'interrogazione, chiedendo alla Regione un monitoraggio più stringente sull'avanzamento delle pratiche. Nella presentazione dell'atto il consigliere ricorda come «i ritardi che ancora gravano su troppi interventi della ricostruzione post-sisma impongono un monitoraggio costante e rigoroso da parte delle istituzioni regionali».
Stato delle procedure: una piccola tabella riassuntiva
| Elemento | Data o stato |
|---|---|
| Deposito progetto | Piattaforma Gestione digitale sisma (documenti presenti) |
| Pareri autorizzativi | Al vaglio della Sovrintendenza |
| Comunicazione Arcidiocesi | 24 agosto 2025 (previsione decreto entro marzo 2026) |
| Decreto di finanziamento | Non ancora emanato (da confermare) |
Per le comunità locali l'attesa è crescente: l'interrogazione punta a ottenere risposte puntuali su tempi e modalità. Se la procedura autorizzativa dovesse accelerare, sarà possibile definire un cronoprogramma per l'affidamento dei lavori e per la loro conclusione; in caso contrario, rimarranno aperte incertezze che rallenteranno il ritorno alla piena fruizione del bene.
La richiesta del consigliere regionale sollecita la Giunta anche su un altro aspetto: conoscere se siano state completate tutte le procedure necessarie e se sia stata già predisposta la copertura economica. Nei prossimi giorni si attende la risposta da parte della presidenza regionale per avere indicazioni sui tempi certi e sulle azioni che si intendono adottare per sbloccare la pratica.