Un incremento di risorse per la gestione dell'acqua e la tutela delle aree montane
La Conferenza dell'Egato 6 Alessandrino ha dato il via libera alla nuova Convenzione di gestione del Servizio Idrico Integrato, introducendo un aumento della quota di finanziamento destinata alle Unioni Montane. La percentuale passa dal 3% al 5%, con un incremento dei fondi disponibili stimato da circa 1,7 milioni a quasi 3 milioni di euro all’anno.
Destinazione delle risorse e priorità operative
Le risorse aggiuntive saranno indirizzate a interventi con ricadute concrete sulle comunità delle aree montane, in particolare per:
- manutenzione del territorio;
- prevenzione del dissesto idrogeologico;
- tutela delle sorgenti;
- salvaguardia dell'ambiente montano.
Si tratta, secondo gli organi dell'Egato, di misure pensate per garantire una gestione della risorsa idrica più sicura, efficiente e sostenibile, partendo dalle zone in cui l'acqua nasce e viene raccolta.
«Con questa scelta abbiamo voluto dare un segnale concreto ai territori montani. L’acqua è il bene più prezioso di cui disponiamo e la sua tutela inizia proprio nelle montagne, dove nasce, viene raccolta e protetta. Investire nella manutenzione del territorio significa garantire un servizio idrico più sicuro, efficiente e sostenibile per tutti i cittadini»
Nuovi accordi e rendicontazione: cosa cambia per le Unioni Montane
Nei prossimi mesi la Conferenza sarà chiamata a deliberare i nuovi Accordi con le Unioni Montane, che stabiliranno le modalità di programmazione, realizzazione e rendicontazione degli interventi. L'obiettivo dichiarato è rafforzare i legami tra enti locali e rendere più efficace l'utilizzo delle risorse disponibili sul territorio.
Impatto per i cittadini e criticità da monitorare
Per le comunità montane dell'alessandrino l'aumento dei finanziamenti può tradursi in maggiori attività di prevenzione e manutenzione dei boschi, dei versanti e dei corsi d'acqua, riducendo il rischio di emergenze idrogeologiche e proteggendo le sorgenti che alimentano gli acquedotti. Resta tuttavia da chiarire:
- i criteri di assegnazione e priorità degli interventi tra le diverse Unioni;
- i tempi di erogazione dei fondi e la capacità di spesa degli enti beneficiari;
- le modalità di monitoraggio e rendicontazione per garantire trasparenza e risultati misurabili.
| Voce | Quota precedente | Nuova quota | Fondi stimati annui |
|---|---|---|---|
| Percentuale destinata alle Unioni Montane | 3% | 5% | da ~1,7 M€ a ~3 M€ |
Per i cittadini interessati dalle misure, i prossimi sviluppi saranno visibili quando verranno pubblicati i bandi o i piani operativi finanziati con le nuove risorse. Monitorare le decisioni sui criteri di priorità e sui cronoprogrammi sarà fondamentale per valutare l'effettiva efficacia dell'intervento.
La scelta dell'Egato 6 viene presentata dall'amministrazione come un investimento sul futuro delle aree montane della provincia, con ricadute dirette sulla qualità del servizio idrico e sulla resilienza del territorio rispetto ai rischi idrogeologici.