La presenza di una discarica storica a pochi metri dagli ombrelloni della spiaggia Longa di Isola Rossa (Sassari) ha riacceso l'allarme sulla gestione dei siti costieri e sui tempi di intervento per la tutela dell'ambiente marino. Sotto un telone verde lungo circa settanta metri, secondo quanto ricostruito, si trovavano rifiuti sepolti da circa mezzo secolo che sono tornati alla luce dopo le mareggiate.
Chi ha scoperto cosa e quali azioni sono state prese
Il Comune di Trinità d'Agultu sostiene di aver individuato l'area già a giugno, quando le onde hanno messo a nudo il materiale sepolto. Gli amministratori locali dicono di aver rimosso una parte dei rifiuti impiegando una trentina di camion. La Regione Sardegna, tuttavia, dichiara di non essere stata informata tempestivamente e ora sollecita il percorso previsto dalla normativa ambientale.
«Non ne sapevamo nulla», ha detto l'assessora regionale all'Ambiente Rosanna Laconi, sottolineando la necessità di seguire l'iter di legge.
Secondo la Regione il primo passo formale atteso è la notifica prevista dall'articolo 242 del decreto legislativo 152 del 2006, che apre la strada agli accertamenti necessari per poi procedere alla rimozione dei materiali e alla successiva valutazione della bonifica.
Le preoccupazioni degli esperti e delle associazioni
La gestione iniziale del sito ha suscitato critiche da associazioni come Italia Nostra Sardegna. Per il segretario Graziano Bullegas la decisione di limitarsi a coprire la discarica con un telone e di posticipare gli interventi più consistenti alla fine dell'estate solleva dubbi sulla priorità data alla tutela ambientale rispetto a interessi legati alla stagione turistica.
- Dubbi sulla composizione dei rifiuti e sul potenziale impatto sul suolo e sul mare circostante.
- Necessità di accertamenti tecnico-analitici per valutare eventuali contaminazioni.
- Questioni amministrative: quale ente doveva essere informato e in quale tempistica?
La vicenda solleva interrogativi pratici e procedurali: la rimozione parziale con mezzi comunali può essere sufficiente a garantire la sicurezza dell'arenile e delle acque limitrofe? Gli accertamenti previsti dalla normativa individueranno la natura dei rifiuti e le eventuali responsabilità storiche, ma richiedono tempi e risorse.
Implicazioni e prossimi passi
Il caso di Isola Rossa è emblematico di problemi più ampi legati alla presenza di discariche storiche in aree costiere e alla difficoltà di conciliare protezione ambientale e gestione turistica. La procedura che ora la Regione chiede al Comune — notifica, rimozione e avvio del procedimento di bonifica — definirà le attività da intraprendere e gli obblighi di chi ha competenza.
| Attore | Ruolo/azione |
|---|---|
| Comune di Trinità d'Agultu | Segnalazione (giugno), rimozione parziale con ~30 camion |
| Regione Sardegna | Richiesta di notifica ai sensi dell'art. 242 d.lgs. 152/2006 e invito a procedere alla bonifica |
| Italia Nostra Sardegna | Critica per la gestione e per il rinvio dell'intervento sostanziale |
Restano da chiarire elementi sostanziali: la natura esatta dei rifiuti rinvenuti sotto il telo, la profondità e l'estensione del materiale interrato, e gli effetti eventuali sulla qualità delle acque marine. Gli esiti delle analisi chimiche e geologiche determineranno la gravità della situazione e le misure di bonifica necessarie.
Questo episodio ricorda che la tutela delle coste non è solo una questione estetica per il turismo, ma una responsabilità ambientale che richiede tempestività, trasparenza e coordinamento tra enti per prevenire rischi per la salute pubblica e per gli ecosistemi marini.