Storie di borgo, restauro e rigenerazione nella provincia di Perugia
Nel dibattito sui centri storici e sulle pratiche di recupero a dieci anni dal sisma del 2016, la provincia di Perugia è stata posta sotto la lente da specialisti e operatori culturali. In diverse occasioni — tra cui un convegno all’Università Iuav di Venezia e una giornata sul paesaggio umbro a Palazzo Donini — la storica dell’arte Caterina Bon Valsassina ha segnalato tre interventi ritenuti «virtuosi» per metodologia, attenzione al contesto e scelta dei materiali.
Si tratta di esperienze differenti per scala e natura degli interventi, ma accomunate dall’obiettivo di restituire funzione e vita ai borghi storici:
- Postignano (Sellano): recupero del borgo medievale sorto attorno al castello, danneggiato dal sisma del 1997 e poi riqualificato con un approccio che ha ricomposto proprietà e funzioni. Il castello oggi ospita un albergo diffuso e sedi per eventi culturali, segnalando una forma di ritorno alla vita sociale e turistica.
- Collazzone: restauro del borgo intorno al castello longobardo trasformato in relais; l’intervento è stato apprezzato «dall’esterno» per la sua coerenza, pur con osservazioni critiche su alcune scelte estetiche puntuali.
- Solomeo (Corciano): il rilancio, sostenuto dall’imprenditore Brunello Cucinelli, è citato come esempio di cura dei dettagli e di investimento in strutture aperte alla comunità, come teatro e biblioteca.
"Il restauro c’è ma non si vede e questo è il miglior complimento che si possa fare"
Le valutazioni di Bon Valsassina richiamano due aspetti centrali per la ricostruzione post-sisma in Umbria: la necessità di rispettare materiali e geometrie storiche e l’importanza di ridare funzioni ai luoghi per garantirne la sostenibilità sociale ed economica. Il criterio di «attenzione al contesto territoriale» emerge come bussola per interventi che non si limitino a restauri estetici ma puntino a riattivare i tessuti urbani.
Sul piano amministrativo e operativo, la ricostruzione privata è coordinata dall’Ufficio speciale ricostruzione Umbria (USR), guidato dall’ingegner Gianluca Fagotti, che sovraintende procedure e cantieri. Le esperienze citate danno concrete indicazioni pratiche utili a proprietari, amministrazioni locali e professionisti impegnati nei prossimi anni: mettere insieme competenze tecniche, identificare proprietari e soggetti locali, rispettare vincoli paesaggistici e scegliere materiali compatibili con la storia dei luoghi.
Per i residenti della provincia, i casi di Postignano, Collazzone e Solomeo rappresentano altrettanti segnali: la ricostruzione non è solo ricomposizione strutturale ma può essere leva per nuove attività, apertura culturale e turismo sostenibile. Allo stesso tempo, le osservazioni critiche che emergono richiamano la necessità di trasparenza e partecipazione nelle scelte progettuali, per evitare interventi estetici fuori contesto che impoveriscono l’identità dei borghi.
| Borgo | Intervento | Esito evidenziato |
|---|---|---|
| Postignano (Sellano) | Restauro integrato del castello e ricomposizione proprietà | Albergo diffuso, eventi culturali; recupero «che non si vede» |
| Collazzone | Ristrutturazione come relais | Rispetto del contesto esterno; critiche su scelte cromatiche |
| Solomeo (Corciano) | Interventi privati con infrastrutture culturali | Esempio di attenzione ai dettagli e servizi aperti alla comunità |
Nel dibattito pubblico locale, queste esperienze possono fungere da riferimento per progetti futuri e per la definizione di linee guida condivise che mettano al centro la compatibilità storica, la sicurezza e la vitalità dei borghi. L’attenzione alle pratiche costruttive, alla qualità dei materiali e alla dimensione sociale degli interventi sarà decisiva per consolidare i risultati raggiunti e per orientare le risorse verso progetti capaci di durare nel tempo.