Scuola, aumento delle reggenze: il rischio di perdita di continuità nei plessi crotonesi
La provincia di Crotone si trova a fronteggiare una nuova criticità nell'organizzazione del prossimo anno scolastico: su nove incarichi di reggenza disposti dalla Direzione generale regionale, ben sei sono stati attribuiti a istituti che operano sul territorio crotonese. Dal 1° settembre queste scuole non avranno un dirigente titolare, ma saranno guidate da presidi provenienti da altre sedi, con tutte le conseguenze organizzative che ciò comporta.
Gli istituti interessati dalle reggenze sono i seguenti:
- Scuola di Rocca di Neto
- Scandale
- Istituto comprensivo di Cotronei
- Verzino
- Caccuri
- ITS Margherita Hack di Cotronei
| Totale reggenze in Calabria | Reggenze assegnate a Crotone |
|---|---|
| 9 | 6 |
La scelta di nominare reggenti ha effetti pratici e immediati. Un dirigente «titolare» garantisce normalmente la presenza quotidiana e la programmazione pluriennale nell'istituto di servizio; un reggente che dirige anche un altro plesso, spesso distante, non può assicurare la stessa continuità. La differenza incide sulla gestione delle attività didattiche, sui progetti in corso e sulla supervisione del personale docente e non docente.
"preside"
In molti casi il dirigente preferisce dedicare più tempo alla scuola in cui è titolare, dove ha già avviato piani triennali o annuali. Di conseguenza, le istituzioni scolastiche in reggenza rischiano di essere percepite come meno prioritarie nella distribuzione di attenzioni e risorse amministrative. A questo si aggiunge la questione della presenza del direttore dei servizi generali e amministrativi (DSGA), figura cruciale per l'organizzazione quotidiana: la mancata stabilità a livello dirigenziale può rendere più complessa anche la gestione amministrativa.
I sindaci e le comunità locali hanno spesso denunciato che le nomine privilegiano territori con maggiore rappresentatività politica, lasciando ai contesti meno forti le reggenze. Per la provincia di Crotone si tratta di un'ulteriore criticità in un quadro in cui già emergono ritardi e difficoltà infrastrutturali: la mancanza di dirigenti di ruolo si traduce in un concreto limite all'offerta formativa e alla capacità di progettare interventi efficaci e duraturi.
Per le famiglie e gli studenti, le ricadute possono tradursi in una minore certezza sull'organizzazione dell'anno scolastico, in programmi che rischiano di subire modifiche o rallentamenti e in una supervisione meno assidua delle attività extrascolastiche e dei progetti di istituto. Anche il personale docente potrebbe riscontrare difficoltà nel ricevere direttive stabili e nel portare avanti iniziative di miglioramento didattico.
In assenza di interventi correttivi da parte degli uffici regionali o di procedure che favoriscano l'assegnazione di dirigenti titolari ai plessi più deboli, il timore espresso da amministratori locali e parti sociali è che le disparità tra territori si accentuino ulteriormente. Rimane dunque aperto il confronto sulle modalità di nomina e sulle garanzie da offrire a studenti e comunità scolastiche per non compromettere l'avvio del nuovo anno formativo.
Resta importante che le autorità competenti forniscano chiarimenti sui criteri adottati per la distribuzione delle reggenze e che siano predisposti strumenti che assicurino una presenza più stabile e continua nelle scuole interessate.