Coldiretti chiede lo stato di calamità dopo la perturbazione
La perturbazione che ieri ha investito le Marche ha provocato danni diffusi alle coltivazioni e alle strutture agricole, con ripercussioni anche sulla provincia di Fermo. A fornire le prime stime è la Coldiretti Marche, che parla di perdite molto elevate su diversi comparti e ha già chiesto alla Regione il riconoscimento dello stato di calamità.
Secondo il report iniziale, i danni stimati sono particolarmente gravosi per le colture ortofrutticole e per le produzioni tradizionali della regione:
- Frutteti, vigneti, oliveti e ortaggi: danni tra il 60% e il 90%;
- Seminativi: danno stimato tra il 50% e il 70%;
- Danni strutturali a impianti fotovoltaici installati sui tetti e alle tensostrutture zootecniche;
- Segnalati crolli di tetti di strutture di ricovero animali e animali feriti nei pascoli.
| Voce | Stima danno |
|---|---|
| Frutteti, vigneti, oliveti, ortaggi | 60% - 90% |
| Seminativi | 50% - 70% |
La perturbazione ha interessato vaste aree interne e costiere: in provincia di Macerata si registrano danni a vigneti e coltivazioni a Matelica, Serrapetrona, Tolentino, Belforte del Chienti, Sant'Angelo in Pontano e San Ginesio. La nube di maltempo si è poi spostata verso sud, toccando frazioni e paesi che gravitano anche sull'area del Fermano — tra cui Servigliano, Falerone, Belmonte Piceno, Monsampietro Morico, Montottone, Ortezzano, Montalto delle Marche e Ripatransone — prima di tornare verso la costa colpendo le coltivazioni di Petritoli e i vivai di Grottammare e San Benedetto del Tronto.
Gli uffici di zona di Coldiretti sono operativi dalle prime ore del mattino per contattare le aziende e quantificare l'entità dei danni sul territorio. La tipologia degli effetti denunciati indica impatti sia sulla produzione diretta (raccolti distrutti o fortemente compromessi) sia su infrastrutture essenziali per le aziende agricole (tetti, strutture di ricovero, impianti fotovoltaici).
Impatto locale e conseguenze pratiche per gli agricoltori del Fermano
Per le imprese agricole della provincia le stime indicate da Coldiretti comportano scenari immediati e interventi urgenti:
- Perdita di reddito nelle campagne colpite e necessità di ricostruire scorte e scelte colturali per la prossima stagione;
- Interruzioni nelle filiere locali (uva, olio, frutta, ortaggi) con possibili effetti su mercati, contratti e forniture a breve termine;
- Costi di ripristino per strutture danneggiate e per gli impianti energetici di supporto (fotovoltaico), spesso fondamentali per l'autonomia delle aziende;
- Possibile necessità di interventi veterinari e di messa in sicurezza per gli allevamenti colpiti.
Il percorso per ottenere ristori passa, come richiesto da Coldiretti, attraverso il riconoscimento dello stato di calamità da parte della Regione: una procedura che consentirebbe di attivare risorse straordinarie, contributi e misure di sostegno per le imprese agricole danneggiate.
Come si muovono gli agricoltori e i servizi locali
Nei prossimi giorni saranno determinanti le verifiche sul campo: sopralluoghi tecnici, raccolta delle segnalazioni per le pratiche assicurative e l'istruttoria regionale. Gli agricoltori interessati sono invitati a segnalare con urgenza i danni agli uffici territoriali di Coldiretti per avviare la quantificazione ufficiale.
Per le amministrazioni comunali e i servizi di protezione civile locali la priorità sarà organizzare interventi per la messa in sicurezza di edifici rurali e per limitare ulteriori rischi alla popolazione e al bestiame. Anche le associazioni di categoria e i tecnici agrari saranno chiamati a fornire supporto per valutare la necessità di azioni colturali straordinarie o di rimedi agronomici per le superfici ancora recuperabili.
La gravità delle prime stime impone attenzione immediata: i numeri diffusi da Coldiretti segnalano perdite che, se confermate, avranno impatti significativi su redditi, occupazione stagionale e mercato dei prodotti tipici delle Marche e del Fermano.