Ispezione a Castello di Annone e precisazioni della Regione
Il presidente della Regione Piemonte si è recato oggi pomeriggio nell'ex caserma di Castello di Annone, struttura già impiegata come hub per l'accoglienza, dopo che una circolare ministeriale ha indicato l'area tra i «Nuovi Centri Governativi» destinati alla prima accoglienza. L'intervento era volto a chiarire le implicazioni sul territorio e, in particolare, a rassicurare sul mantenimento delle condizioni operative vigenti.
All'esterno della struttura una folta presenza di giornalisti: il sopralluogo però si è svolto senza la loro partecipazione interna e la Regione ha preferito fornire informazioni a incontro concluso. L'attenzione locale si concentra su due punti principali: la qualificazione del centro secondo la nuova normativa e la possibile variazione della capacità ricettiva e dell'occupazione connessa.
«Sono venuto di persona per smentire qualsiasi ipotesi circolata nei giorni scorsi [...] Si tratta di prospettive puramente nominali: questo è un Cas che diventa un Centro per la Paf, ma non cambia nulla in termini di occupazione o di posti.»
Nel corso della visita il presidente ha spiegato che la riconversione indicata dalla circolare non comporterà modifiche operative sul numero di posti disponibili né sull'organico impiegato nella gestione quotidiana della struttura.
Numeri e destinazione del centro
Dalla documentazione ufficiale risulta che la struttura è autorizzata a ospitare fino a 72 persone; al momento dell'ispezione erano presenti 17 ospiti. La Regione ha rimarcato che tale soglia rappresenta un valore variabile — «da zero a 72» — e che la capienza non verrà aumentata rispetto a quanto già autorizzato.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Capienza massima autorizzata | 72 |
| Occupazione attuale | 17 |
Perché la scelta della ex caserma
La circolare ministeriale dell'8 maggio indica per il Piemonte un unico centro inserito nell'allegato dedicato ai «Nuovi Centri Governativi»: la ex base di Castello di Annone. Il sito è stato scelto perché già attivo e gestito dalla Croce Rossa, elemento che giustifica la rapidità operativa richiesta per l'accoglienza di persone sbarcate nei porti liguri e accompagnate da organizzazioni non governative.
Impatto locale e reazioni
La Regione ha definito la decisione del Governo «profondamente inopportuna» pur precisando che, nelle intenzioni dell'Amministrazione regionale, non si avranno incrementi di posti o di personale. Resta aperta la questione della comunicazione istituzionale e della percezione pubblica: la scelta di destinare alla Paf (Procedura accelerata di frontiera) una struttura esistente crea inevitabilmente dibattito, anche quando, come nel caso odierno, si afferma l'assenza di modifiche pratiche sul territorio.
- Gestione: la struttura è già operativa e viene attualmente gestita dalla Croce Rossa.
- Destinazione: il centro è pensato per migranti sbarcati nei porti e accompagnati dalle ONG.
- Garanzie: la Regione assicura nessun aumento della capienza e della forza lavoro rispetto all'autorizzato.
Per i cittadini di Castello di Annone e dei comuni vicini restano punti da monitorare: la trasparenza sulle procedure di gestione, la tutela della salute pubblica — richiamata come motivo della visita regionale — e la chiarezza sulle tempistiche di eventuali modifiche amministrative. Le autorità regionali e locali dovranno continuare a fornire aggiornamenti per ridurre incertezza e tensione su una questione che coinvolge direttamente servizi, volontariato e vicinato.
Seguiranno eventuali sviluppi e informazioni ufficiali sui provvedimenti attuativi e sui rapporti tra Regione, Governo centrale e organizzazioni non profit impegnate nella struttura.