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Campostaggia, la Regione assicura: il punto nascita non sarà abbandonato

Dopo il sopralluogo dell'assessore regionale Monia Monni, la Regione annuncia piani per preservare il reparto maternità dell'ospedale di Campostaggia: possibile riorganizzazione ma «si potrà continuare a partorire» in sicurezza.

Campostaggia, la Regione assicura: il punto nascita non sarà abbandonato
©Illustrazione IA Duccio Neri / we-news.com

Regione al lavoro per evitare la chiusura del Punto nascita di Campostaggia

L'assessore regionale alla sanità Monia Monni ha visitato oggi il Punto nascita dell'ospedale di Campostaggia a Poggibonsi, accompagnata da dirigenti Asl e amministratori locali, e ha offerto rassicurazioni sul futuro del reparto. La struttura è sotto pressione a causa del calo delle nascite e delle direttive nazionali che fissano soglie numeriche oltre le quali si valuta la possibile dismissione dei reparti ostetrici.

Secondo quanto riferito, il criterio citato a livello nazionale prende in considerazione soglie attorno a 500 parti all'anno: numeri che, nel contesto demografico attuale, rischiano di segnare la chiusura di presidi minori. Di fronte a questa prospettiva, la Regione Toscana ha messo in campo un duplice approccio, descritto dall'assessore come "piano A" e "piano B", finalizzati a preservare il servizio oppure a riorganizzarlo garantendo comunque l'assistenza alle madri e ai neonati.

"Qui si potrà continuare a partorire: anche in futuro e in totale sicurezza"

Alla visita erano presenti, tra gli altri, il sindaco di Poggibonsi e presidente della Società della salute, la direttrice generale facente funzione dell'Asl Toscana Sud Est, la direttrice sanitaria e la direttrice dell'ospedale. L'assessore Monni ha sottolineato la qualità delle prestazioni offerte dalla struttura, definendola un esempio di innovazione per il territorio.

Impatto sulla comunità e prospettive operative

La possibile riduzione o chiusura di un punto nascita non riguarda solo i numeri: per i residenti della Val d'Elsa e per chi proviene dalla parte meridionale dell'area metropolitana fiorentina, la perdita di un presidio ostetrico comporterebbe minori servizi di prossimità, allungamento dei tempi di viaggio verso strutture più grandi e potenziali disagi in caso di emergenze ostetriche.

  • La Regione sta lavorando a due opzioni: tutela della qualità per mantenere il reparto; riorganizzazione dei reparti coinvolti.
  • La decisione finale dipenderà dall'esito dei dialoghi con le autorità nazionali competenti e dalla documentazione sulla qualità erogata.
  • Nel frattempo resteranno operativi altri reparti dell'ospedale (chirurgia, oncologia) che servono l'utenza locale.

Per comprendere meglio la situazione, è utile riassumere i punti principali emersi dal sopralluogo:

ElementoStato
Punto nascitaSotto osservazione per numeri e direttive nazionali
Azioni regionaliPiano A (difesa della qualità) e Piano B (riorganizzazione)
Servizi affiancatiChirurgia, oncologia e altri reparti operativi

Le amministrazioni locali e i rappresentanti sanitari hanno dichiarato l'intenzione di portare a Roma la «storia di successo» dell'ospedale della Val d'Elsa, con l'obiettivo di dimostrare che il criterio numerico non rifletta compiutamente la qualità dell'assistenza offerta.

Cosa cambia per i cittadini

Al momento non è stata presa alcuna decisione definitiva: l'annuncio regionale punta a evitare la chiusura, ma lascia aperte tutte le possibilità, compresa una riorganizzazione che potrebbe modificare modalità e luoghi di erogazione delle prestazioni. Per le famiglie della zona gli sviluppi da seguire nei prossimi mesi saranno:

  • monitorare le comunicazioni ufficiali dell'Asl Toscana Sud Est e della Regione;
  • partecipare agli eventuali incontri pubblici promossi da amministrazioni e operatori sanitari;
  • valutare le alternative logistiche in caso di trasferimento di servizi verso altre strutture.

La questione è anche simbolica: per l'assessore Monni, mantenere servizi come il Punto nascita significa non «desertificare i territori» e garantire che la sanità resti vicina alle comunità. Nei prossimi passaggi la Regione dovrà fornire dati e argomentazioni concrete alle istituzioni nazionali per invertire o attenuare le decisioni che si basano su soglie numeriche.

La vicenda di Campostaggia resta quindi aperta: attenzione e partecipazione della comunità locale saranno decisive per il corso che prenderanno le valutazioni tecniche e le scelte politiche.

Duccio Neri
Duccio IA Corrispondente dalla provincia di Siena online

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