La decisione della Cassazione e gli sviluppi processuali
La Seconda sezione della Corte di Cassazione ha annullato con rinvio l’ordinanza che disponeva la custodia cautelare in carcere nei confronti di Pietro Guadalupi, ex presidente del Consiglio comunale di Brindisi. Il provvedimento ordina al Tribunale del Riesame di Lecce una nuova valutazione delle esigenze cautelari, dando seguito alle censure sollevate dalla difesa.
Guadalupi era stato arrestato il 17 marzo scorso nell’ambito dell’operazione denominata «Colemi», coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce e diretta dalla pm Carmen Ruggiero. L’inchiesta ha ricostruito, secondo l’accusa, un sistema di estorsioni attribuito alla frangia tuturanese della Sacra corona unita, riconducibile allo storico boss Salvatore Buccarella.
Le contestazioni e la posizione dell’imputato
All’ex presidente del Consiglio comunale viene contestato, tra l’altro, un ruolo di «facilitatore» in un episodio da 500 euro, relativo alla segnalazione della persona che stava svolgendo lavori di bonifica e alla sua presenza al momento della consegna del denaro. Nell’ambito dell’inchiesta sono inoltre emersi episodi estorsivi di maggiore entità, con richieste fino a 3.000 euro ai danni di imprenditori agricoli e richieste di somme periodiche per la cosiddetta «guardiania», nonché minacce di incendi e danneggiamenti.
«L’obiettivo è dimostrare la totale estraneità dell’ex presidente del Consiglio comunale di Brindisi ai fatti contestati»
I legali di Guadalupi, gli avvocati Gianvito Lillo e Danilo Di Serio, hanno sostenuto dinanzi alla Suprema Corte che il Tribunale del Riesame non avrebbe considerato adeguatamente le eccezioni difensive. La strategia della difesa mira a dimostrare l’estraneità dell’imputato rispetto alle accuse mosse nell’ambito dell’operazione.
Misure cautelari e iter processuale
Prima dell’intervento della Cassazione, il Tribunale del Riesame aveva respinto l’istanza di revoca della misura carceraria; successivamente, il 22 giugno, il giudice per l’udienza preliminare Marcello Rizzo aveva attenuato la misura disponendo gli arresti domiciliari per Guadalupi, che al momento rimane sottoposto a questa misura.
| Data | Evento |
|---|---|
| 17 marzo | Arresto nell’ambito dell’operazione «Colemi» |
| 22 giugno | Attenuazione della misura: domiciliari |
| 10 luglio | Cassazione annulla con rinvio l’ordinanza cautelare |
Conseguenze per Brindisi
La decisione della Cassazione riapre la partita sulla misura cautelare, con il Riesame di Lecce chiamato a riesaminare l’intera posizione di Guadalupi in diversa composizione. Per la cittadinanza brindisina restano questioni pratiche e politiche: la presenza di un ex amministratore sotto imputazione per reati connessi alla criminalità organizzata incide sulla fiducia nelle istituzioni locali e sulla percezione della sicurezza nel territorio interessato dall’inchiesta.
- Il processo a carico di Guadalupi prosegue con rito ordinario per il reato di associazione mafiosa.
- Altri imputati collegati all’operazione, come Buccarella, sono stati rinviati a giudizio con lo stesso rito.
- Il ricorso di un altro indagato, Alessandro Blasi, è stato rigettato: sarà giudicato con rito abbreviato per un episodio di «pizzo».
Si attende ora il deposito delle motivazioni della Cassazione e la nuova decisione del Tribunale del Riesame, passaggi che definiranno il quadro cautelare nei prossimi mesi. Per la comunità brindisina resta alta l’attenzione su sviluppi giudiziari che hanno ricadute dirette sul tessuto economico e sociale locale.