Un quadro demografico che cambia: più anziani, più bisogni
La provincia di Brescia registra un aumento sensibile dell'età media della popolazione e una conseguente crescente domanda di servizi per la non autosufficienza. A presentare i dati e le proposte operative sono stati i consiglieri regionali del Partito Democratico Miriam Cominelli e Davide Casati, insieme al segretario provinciale del Pd Michele Zanardi, durante una conferenza stampa dedicata al futuro delle Residenze sanitarie assistenziali e delle politiche per la longevità.
I numeri contenuti nel dossier illustrano l'entità del fenomeno: al 1° gennaio 2025 in provincia vivevano 293.432 persone con almeno 65 anni, pari al 23,2% dei residenti. Rispetto al 2005 si registra un aumento del 43,2% (quasi 89mila anziani in più). Gli over 75 sono circa 152.600, gli ultranovantenni sono saliti a 16.457 e i centenari sono diventati 392.
| Fascia di età | Numero (provincia di Brescia) |
|---|---|
| 65+ | 293.432 |
| 75+ | 152.600 |
| 90+ | 16.457 |
| 100+ | 392 |
Rsa in pressione: posti, contratti e tempi di attesa
I dati regionali citati nel dossier mettono in evidenza come la rete delle strutture lombarde sia sottoposta a forte tensione. In Regione risultano oltre 68.500 posti autorizzati, quasi 65.000 posti accreditati e poco più di 57.000 posti che dispongono di un contratto con il sistema sociosanitario regionale. Secondo il dossier, il tasso di saturazione supera il 98% e il tempo medio per l'ingresso sarebbe di 116 giorni.
La situazione pratica per le famiglie è aggravata da liste d'attesa che, struttura per struttura, possono sommarsi a centinaia di richieste e da rette che in molti casi raggiungono livelli difficili da sostenere per i bilanci domestici. I dati aggiornati di ATS Brescia (riferiti al 31 maggio 2026) confermano differenze marcate tra strutture e una domanda che continua a crescere.
Le proposte del Pd e le ricadute sul territorio
Partendo dalla fotografia demografica e dai vincoli del sistema attuale, il gruppo del Pd ha avanzato una serie di proposte (presentate nella conferenza stampa) rivolte a ridurre le liste d'attesa, sostenere le famiglie e rafforzare l'offerta sociosanitaria. L'obiettivo dichiarato è adeguare la capacità ricettiva e i servizi alle esigenze di una popolazione che in prospettiva sarà sempre più anziana e più esposta al rischio di non autosufficienza.
- Rafforzamento della rete pubblica e accreditata per aumentare i posti effettivamente disponibili;
- Interventi per ridurre i tempi medi di attesa e rendere più omogenee le liste tra le strutture;
- Sostegni economici e strumenti di accompagnamento per le famiglie alle prese con rette elevate;
- Politiche integrate di prevenzione e di assistenza domiciliare per limitare l'ingresso in strutture residenziali quando possibile.
Per i residenti della provincia le proposte, se attuate, potrebbero tradursi in minori tempi di attesa per l'ingresso, maggiore disponibilità di posti e una pressione economica ridotta per le famiglie che assistono parenti non autosufficienti. Tuttavia la loro efficacia dipenderà da risorse, programmazione regionale e coordinamento tra enti locali, ATS e operatori del settore.
Impatto e prossimi passi
Lo scenario delineato richiede un dibattito pubblico e decisioni politiche a breve-medio termine: il progressivo invecchiamento e l'aumento degli ultraottantenni e ultranovantenni impongono scelte su finanziamenti, pianificazione delle strutture e potenziamento dei servizi domiciliari. Sul piano pratico, le famiglie bresciane interessate possono rivolgersi ad ATS Brescia e ai servizi sociali comunali per informazioni su liste d'attesa, graduatorie e possibilità di accesso a sostegni economici o servizi domiciliari.
La questione resta al centro del confronto politico locale: le proposte del Pd saranno ora materia di interlocuzione con la Regione e con gli altri enti chiamati a intervenire per gestire l'impatto demografico sul sistema sociosanitario.