Un'iniziativa europea a trazione bolognese per cambiare le cure
Bologna assume un ruolo di primo piano in un progetto europeo che punta a ridefinire l’approccio chirurgico alle metastasi epatiche da tumore del colon-retto. L’Università di Bologna e il Policlinico Sant’Orsola Irccs guidano LiT-Met (Liver Transplantation for Colorectal Liver Metastases: An International Real-Life Analysis of Post-Transplant Outcomes), un programma che integra ricerca clinica multicentrica e tecnologie di intelligenza artificiale per valutare il trapianto di fegato come alternativa concreta nei casi selezionati. Alla rete partecipano una ventina di centri tra ospedali, società scientifiche e istituti di ricerca in vari Paesi europei. Il kick off meeting è atteso la prossima settimana a Bologna.
Dalla controindicazione alla possibile opzione terapeutica
Per anni, il trapianto è stato considerato non indicato nella gestione delle metastasi del colon-retto al fegato. Il progetto propone un cambio di prospettiva, con l’obiettivo dichiarato di produrre evidenze scientifiche multicentriche che possano riscrivere le linee guida e sostenere scelte cliniche personalizzate. In particolare, LiT-Met si concentra sui casi definiti borderline resecabili, valutando se il trapianto possa offrire un vantaggio di sopravvivenza rispetto agli standard chirurgici attuali.
Come funzionerà la ricerca
Il percorso di lavoro prevede più componenti integrati:
- Analisi retrospettiva di casistiche europee reali per raccogliere dati clinici, patologici e molecolari.
- Sviluppo di un modello prognostico basato su IA in grado di stimare il rischio di recidiva e la probabilità di sopravvivenza, integrando le diverse fonti di dati.
- Uno studio randomizzato per validare il modello, confrontando direttamente trapianto di fegato e resezione epatica.
- Implementazione di un sistema di supporto decisionale clinico alimentato dall’IA, a sostegno del percorso terapeutico.
- Studi traslazionali con perfusione ex vivo degli organi espiantati per alcune ore, così da poter testare terapie innovative sui fegati malati dopo l’intervento.
| Fase | Obiettivo |
|---|---|
| Analisi retrospettiva | Raccogliere dati real-world su esiti post-operatori |
| Modello IA | Predire recidiva e sopravvivenza integrando dati clinici, patologici e molecolari |
| Studio randomizzato | Confrontare trapianto vs resezione epatica |
| Decision support | Offrire strumenti per la scelta terapeutica personalizzata |
| Perfusione ex vivo | Testare trattamenti su organi espiantati |
Impatto per Bologna e per i pazienti
La guida scientifica bolognese rafforza il ruolo della città nella ricerca oncologica e nella chirurgia dei trapianti. Per i pazienti del territorio, l’iniziativa apre la prospettiva di percorsi valutativi più accurati e, se confermati dai risultati, di opzioni chirurgiche ampliate nei casi selezionati. La possibilità di disporre di un modello predittivo validato e di strumenti di supporto alle decisioni cliniche può incidere sulla tempestività e sull’appropriatezza delle scelte terapeutiche, con potenziali benefici in termini di sopravvivenza e qualità di vita. La presenza di partner europei garantisce inoltre una base dati ampia e comparabile, condizione essenziale per risultati solidi e trasferibili nella pratica clinica.
L’intelligenza artificiale nella pratica clinica
Il modello di IA previsto dal progetto mira a elaborare in modo integrato variabili cliniche (stato del paziente, trattamenti ricevuti), dati patologici (caratteristiche istologiche) e informazioni molecolari (biomarcatori). L’obiettivo è costruire una stima personalizzata del rischio, utile per stratificare i pazienti e orientare la scelta tra resezione epatica e trapianto. In parallelo, la progettazione di un sistema di supporto decisionale vuole fornire ai team multidisciplinari indicazioni operative e scenari prognostici basati su evidenze raccolte in più centri.
La tabella di marcia
Con l’avvio dei lavori previsto a Bologna, i gruppi coinvolti inizieranno a condividere protocolli, criteri di inclusione e modalità di raccolta dati. Seguiranno lo sviluppo del modello predittivo, la conduzione dello studio clinico randomizzato e le attività di laboratorio legate alla perfusione ex vivo. I risultati attesi serviranno a valutare se il trapianto, in contesti clinici definiti, possa superare l’efficacia delle tecniche chirurgiche oggi considerate standard per le metastasi epatiche colorettali borderline resecabili.
Il progetto punta a riscrivere le linee guida in materia, generando evidenze multicentriche sull’efficacia del trapianto di fegato rispetto agli attuali standard chirurgici nei casi selezionati.
La città metropolitana potrà così misurare, nei prossimi mesi e anni, l’effetto di questa iniziativa sulla rete clinico-scientifica locale, consolidando la propria posizione in ambito medico e accademico a livello europeo.