Allarme ACI per l'aumento delle vittime sulla rete provinciale
L'Automobile Club di Bergamo ha diffuso un richiamo alla sicurezza stradale in un periodo dell'anno con intensi spostamenti, sottolineando come «l'auto resti un mezzo indispensabile» per molte persone che vivono nella provincia. Nel comunicato l'ente segnala che, ad oggi, si registrano 26 morti sulle strade bergamasche: un dato che mette in evidenza la necessità di interventi comportamentali e, dove possibile, infrastrutturali.
Secondo l'ACI, la prevalenza dell'automobile è legata non solo alla comodità, ma alla reale mancanza di alternative efficaci per chi abita nelle valli e nei paesi periferici, dove i collegamenti pubblici sono spesso insufficienti. Anche il tentativo di incentivare il car pooling non ha finora assunto una diffusione significativa, anche a causa della difficoltà di coordinare gli orari di lavoro e dei turni.
"Quest'anno già 26, dipende tutto da noi"
Nel comunicato vengono messi in rilievo alcuni fattori che contribuiscono alla pericolosità: l'aumento complessivo del traffico che convive con strade molte volte progettate per una realtà rurale, la convivenza tra automobili, motocicli, biciclette e monopattini elettrici, e la crescita dei ciclisti diretti verso montagne e laghi, favorita dalle e-bike. Il risultato è una forte pressione su arterie spesso strette e non adeguate al volume attuale dei flussi.
- 26 vittime riportate dall'ACI nel comunicato;
- maggiore utilizzo dell'auto per mancanza di collegamenti pubblici nelle valli;
- condivisione modesta delle auto nonostante i benefici ambientali ed economici;
- maggior presenza di biciclette ed e-bike verso aree di svago estivo.
Il comunicato richiama anche la questione delle risorse finanziare disponibili per la manutenzione e il miglioramento della rete stradale provinciale, evidenziando come molte vie continuino a essere quelle ereditate dall'assetto della civiltà contadina, con strettoie e punti critici che aumentano il rischio di incidenti quando il traffico si intensifica.
Per i residenti della provincia le indicazioni pratiche contenute nel documento sono chiare: rispettare i limiti e le regole della circolazione, ridurre comportamenti a rischio e, quando possibile, privilegiare soluzioni di mobilità condivisa o alternativa. L'ACI sottolinea che, pur con i limiti infrastrutturali, una parte significativa della responsabilità resta nelle scelte e nei comportamenti degli utenti della strada.
| Anno | Deceduti segnalati |
|---|---|
| 2026 | 26 |
A fronte di queste indicazioni, per la comunità bergamasca il tema resta duplice: da un lato la necessità di politiche e investimenti mirati per adeguare la rete viaria; dall'altro la promozione di comportamenti più prudenti e di abitudini collettive che possano ridurre il rischio sulle strade. Nel breve periodo il richiamo dell'ACI è un monito diretto ai guidatori, ai ciclisti e agli altri utenti affinché la responsabilità individuale contribuisca a invertire la tendenza registrata nei primi mesi dell'anno.