Risorse per la montagna bellunese: destinati 3 milioni per servizi alle famiglie
La Regione Veneto ha annunciato un intervento economico volto a sostenere i servizi nelle aree montane della provincia di Belluno: 3 milioni di euro stanziati per il triennio 2026-2028, destinati a coprire spese correnti per l’attivazione e il mantenimento di servizi rivolti alle famiglie.
L’iniziativa, resa nota in concomitanza con le recenti proteste studentesche locali, è stata illustrata dalla consigliera regionale Silvia Calligaro. Tra gli esempi citati c’è il servizio doposcuola, ritenuto fondamentale per sostenere la conciliazione tra lavoro e vita familiare nei territori montani.
"Vivere in montagna non deve essere una scelta obbligata, ma una possibilità concreta."
Il bando è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale Regionale il 4 settembre. Saranno ammissibili le domande presentate entro 45 giorni dalla pubblicazione; per il 2026 è prevista anche la possibilità di riconoscere spese già sostenute. Possono presentare proposte i Comuni, le Unioni montane, le ATS e le aziende sanitarie.
- Importo complessivo: €3.000.000 per il triennio 2026-2028
- Tipologia spese: spese correnti per attivazione e mantenimento servizi alle famiglie
- Beneficiari ammessi: Comuni, Unioni montane, ATS, aziende sanitarie
- Scadenza: 45 giorni dalla pubblicazione sul BUR (4 settembre)
Il bando ammette anche progetti sperimentali e nuove iniziative che possano rispondere alle esigenze specifiche dei territori montani. Ogni soggetto può presentare un solo intervento, che però può essere articolato in più azioni coordinate. Sul sito della Regione Veneto è disponibile il modulo per la partecipazione e la documentazione di dettaglio.
Per la provincia di Belluno, caratterizzata da vaste aree montane e da sfide demografiche legate allo spopolamento, il finanziamento punta a sostenere servizi che incidono direttamente sulla vita quotidiana: dalla disponibilità di attività extrascolastiche alla rete di assistenza territoriale, elementi considerati chiave per trattenere le famiglie e favorire il rientro o l’insediamento di nuove persone.
Gli enti locali interessati sono ora chiamati a valutare e progettare interventi coerenti con le esigenze dei loro territori, tenendo conto dei vincoli del bando e delle priorità indicate dalla Regione. La misura rappresenta una risorsa mirata, ma modesta rispetto alle necessità complessive: la sua efficacia dipenderà dalla capacità delle amministrazioni locali e dei servizi sanitari di coordinare le proposte e utilizzarne rapidamente i fondi.
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Fondo | €3.000.000 (2026-2028) |
| Pubblicazione | BUR 4 settembre |
| Scadenza | 45 giorni dalla pubblicazione |
| Beneficiari | Comuni, Unioni montane, ATS, aziende sanitarie |
Il meccanismo progettuale previsto dal bando privilegia interventi che possano essere attivati in tempi brevi e che incontrino bisogni concreti delle famiglie. Le amministrazioni bellunesi sono ora chiamate a verificare la congruità delle proprie proposte con i requisiti regionali, per candidare iniziative che possano avere ricadute reali sulla qualità dei servizi e sulla tenuta demografica delle comunità montane.