Più segnalazioni e nuove operazioni per il monitoraggio
La presenza dei plantigradi nel territorio della provincia di Brescia mostra segnali di consolidamento: 50 segnalazioni sono state raccolte dalla Polizia Provinciale dall'inizio del 2026, un numero che si colloca in linea con quanto registrato lo scorso anno. Nel 2025, infatti, il Nucleo Ittico Venatorio aveva raccolto complessivamente 89 segnalazioni relative a indici di presenza, avvistamenti, predazioni e danni.
Le segnalazioni provengono soprattutto dalle aree montane: dall'Alto Garda alla Valle Camonica. Negli ultimi mesi sono state registrate incursioni in capanni di caccia e alcuni danni concreti per attività e allevamenti locali, con tre apiari danneggiati in Alta Valcamonica e la predazione di due asini in Alta Valsabbia.
Attività della Polizia Provinciale e formazione specialistica
Per migliorare la capacità di identificare i singoli esemplari e gestire gli eventi, il lavoro sul campo si concentra sulla raccolta di evidenze genetiche. Parallelamente, è stato avviato un percorso di formazione rivolto ai reparti impegnati nel monitoraggio: sotto il coordinamento di Regione Lombardia e la supervisione della funzionaria Daniela Grande, 15 agenti della Polizia Provinciale hanno partecipato a una giornata di esercitazioni pratiche.
Il corso, guidato dal veterinario regionale Roberto Guadagnini e dal maresciallo Paolo Zanghellini del Corpo Forestale del Trentino, ha affrontato diverse tecniche operative:
- riconoscimento delle situazioni critiche;
- tecniche di cattura per l'applicazione di radiocollari, tra cui trappole a tubo e telenarcosi in contesti di libero movimento (free ranging);
- gestione delle emergenze in caso di incidenti stradali con presenza di animali.
Al momento nessun orso della popolazione lombarda è stato ritenuto idoneo alla radiocollarizzazione.
Strumenti di monitoraggio e proposte operative
Tra le soluzioni discusse durante le attività formative è emersa la possibilità di utilizzare una trappola a tubo non tanto per catturare, quanto per monitorare i passaggi degli orsi e raccogliere tracce genetiche utili all'identificazione. Questo approccio mira a migliorare le conoscenze sulla distribuzione degli animali senza aumentare la pressione su esemplari liberi sul territorio.
| Dato | Valore |
|---|---|
| Segnalazioni 2025 | 89 |
| Segnalazioni 2026 (da inizio anno) | 50 |
| Apiari danneggiati | 3 |
| Predazioni segnalate (asini) | 2 |
| Agenti formati recentemente | 15 |
Impatto locale e raccomandazioni pratiche
Per gli abitanti delle aree montane della provincia, la maggiore frequenza di avvistamenti comporta alcuni aspetti concreti da considerare. In primo luogo, gli allevatori e gli apicoltori dovranno restare vigili e valutare misure concrete di prevenzione, come recinzioni elettrificate per apiari o la messa in sicurezza di animali da cortile quando possibile. In secondo luogo, cacciatori e gestori di capanni dovrebbero segnalare prontamente ogni incidente o traccia alla Polizia Provinciale, per consentire la raccolta di materiale utile all'identificazione degli individui.
Le istituzioni insistono sulla necessità di coniugare la convivenza con la fauna selvatica e la tutela delle attività produttive locali attraverso il lavoro congiunto di enti regionali, forze dell'ordine e operatori del settore agricolo e zootecnico.
La crescita delle segnalazioni nel Bresciano, pur non configurandosi come una emergenza incontrollabile, richiede dunque una risposta calibrata: monitoraggi più accurati, formazione specialistica degli agenti e strumenti non invasivi per ottenere dati genetici e comportamentali che aiutino a gestire la convivenza tra comunità locali e plantigradi.