Stallo all’ATC CN1: Coldiretti Cuneo invoca un commissario
Una governance immobilizzata, conti in profondo rosso e decisioni che non arrivano. È il quadro tracciato da Coldiretti Cuneo sull’ATC CN1, dopo le dimissioni irrevocabili del presidente Umberto Ferrondi e la mancata approvazione del bilancio consuntivo 2025. L’organizzazione agricola provinciale ha chiesto agli enti competenti di attivare con urgenza la procedura di commissariamento, denunciando l’impossibilità di deliberare da parte del Comitato di gestione a causa dell’assenza di una parte consistente dei componenti e di una situazione patrimoniale definita «gravemente negativa».
Il tema non è meramente amministrativo. Lo stallo coincide con l’avanzare dell’allerta legata alla peste suina africana (PSA), che interessa anche il territorio provinciale. In questo contesto – sottolinea Coldiretti – i confini dell’ATC CN1 assumono valore di barriera geografica per contenere il principale vettore del virus, il cinghiale, a tutela degli allevamenti di pianura.
PSA: rischio per il patrimonio suinicolo e l’indotto
La malattia, pur non trasmissibile all’uomo, è in grado di colpire duramente il comparto suinicolo. Coldiretti richiama l’attenzione sul patrimonio della Granda, indicato in quasi 1 milione di capi, e sull’impatto per aziende, famiglie e filiera. In un simile scenario, la capacità dell’Ambito di programmare e attuare interventi è ritenuta cruciale, insieme al coordinamento con Provincia di Cuneo e Regione Piemonte.
«Il confine orientale dell’Atc CN1 è il nostro scudo, la nostra linea di difesa»
Così il presidente di Coldiretti Cuneo, Enrico Nada, che ha inoltre sollecitato un passaggio rapido alla gestione commissariale per ripristinare l’operatività, ribadendo:
«Non possiamo permetterci un ente sospeso nell’incertezza»
Conti in rosso e indennizzi fermi: gli effetti sul territorio
Alla paralisi istituzionale si somma, secondo Coldiretti, una criticità che riguarda lo stato patrimoniale dell’Ambito, con un patrimonio netto ancora in negativo. Sul piano operativo pesa inoltre il ritardo nei risarcimenti per i danni da fauna selvatica: gli imprenditori agricoli attendono ancora le liquidazioni delle annualità pregresse, sostanzialmente ferme al 2022. Una zavorra che, in assenza di indirizzi chiari e decisioni tempestive, rischia di compromettere relazioni con le aziende, bilanci aziendali e interventi sul campo.
| Criticità segnalate | Impatto locale |
|---|---|
| Dimissioni del presidente | Vuoto di guida e ritardi decisionali |
| Bilancio 2025 non approvato | Impossibilità di pianificare spese e interventi |
| Patrimonio netto negativo | Fragilità finanziaria dell’ente |
| Assenze nel Comitato di gestione | Blocco delle delibere |
| Indennizzi fermi al 2022 | Liquidità mancata per aziende danneggiate |
Cinghiali e prevenzione: perché serve una regia
Il contenimento del cinghiale è indicato come cardine per il contrasto alla PSA. Con i confini dell’ATC CN1 a fungere da spartiacque verso la pianura, l’assenza di una regia rischia di rallentare azioni di prevenzione e gestione faunistica. La situazione, inoltre, cade nel momento in cui – come rilevato da Coldiretti – alla discussione sulle dimissioni e sui conti hanno preso parte i rappresentanti del mondo agricolo, mentre tutti i rappresentanti del comparto venatorio risultavano assenti. Una frattura che, se non ricomposta, può pesare sul coordinamento indispensabile tra portatori di interesse, gestione del territorio e tutela delle produzioni.
Cosa può accadere adesso
La richiesta avanzata è chiara: intervento della Provincia di Cuneo per avviare rapidamente il commissariamento e ripristinare la piena operatività dell’Ambito, con il coinvolgimento della Regione Piemonte. Un percorso commissariale consentirebbe di:
- assicurare la continuità amministrativa e deliberativa;
- affrontare la sofferenza patrimoniale con misure straordinarie e piani di rientro;
- sbloccare i risarcimenti arretrati agli agricoltori danneggiati;
- rafforzare le azioni anti-PSA, in raccordo con gli enti territoriali.
In una fase in cui l’attenzione sul rischio sanitario animale si somma alle necessità economiche delle imprese, la velocità delle decisioni diventa determinante. Il segnale arrivato da Coldiretti Cuneo è univoco: senza un cambio di passo immediato, la provincia potrebbe trovarsi con un ente chiave per la gestione faunistica e la prevenzione sanitaria bloccato, proprio quando servono chiarezza e azioni coordinate.