Record di multe e incassi, la mappa degli autovelox nell'Astigiano
La Provincia di Asti è risultata nel 2025 la prima in Piemonte per entrate derivanti dalle sanzioni per eccesso di velocità: secondo i rendiconti pubblici analizzati dallo studio citato, l'ente ha raccolto un totale di 8 milioni e 647 euro grazie ai controlli elettronici. Sul territorio sono attivi 14 dispositivi autovelox, posizionati in modo da presidiare l'area extraurbana dell'intera provincia.
Distribuzione delle entrate e impatto concentrato
La ripartizione delle multe non è omogenea: quasi il 80% degli introiti proviene dal dispositivo collocato lungo la tangenziale, nel Comune di Asti ma sotto la competenza provinciale. A livello regionale, il Piemonte ha totalizzato oltre 39 milioni di euro di incassi per violazioni della velocità nel 2025, e circa un quinto di quella somma è imputabile agli automobilisti dell'Astigiano.
- Numero di autovelox: 14
- Incassi Provincia di Asti (2025): 8.647.000 euro circa
- Quota di incassi dalla tangenziale: ~80%
- Totale Piemonte (2025): oltre 39 milioni di euro
| Voce | Valore riportato |
|---|---|
| Autovelox in provincia | 14 |
| Entrate Provincia di Asti | 8.647.000 € (circa) |
| Quota dalla tangenziale | ~80% |
Dibattito pubblico e risposta dell'amministrazione
Il rilevante flusso di contravvenzioni ha riacceso il dibattito in città e in provincia: per alcuni le postazioni elettroniche rappresentano uno strumento essenziale per la prevenzione degli incidenti, per altri assumono la connotazione di una fonte di introiti eccessiva. L'amministrazione provinciale, per voce del presidente Simone Nosenzo, difende il posizionamento dei dispositivi come frutto di valutazioni tecniche e come misura orientata alla sicurezza stradale.
«Queste risorse vengono interamente reinvestite per la manutenzione delle nostre strade e per il potenziamento della sicurezza stradale — vorremmo sinceramente fare a meno di queste entrate: zero sanzioni significherebbe automobilisti finalmente rispettosi della legge e dei limiti», sostiene Simone Nosenzo.
Secondo la Provincia, i dispositivi sono collocati «esclusivamente dove risultano necessari e solo in seguito a rigorose valutazioni sugli indici di pericolosità condotte dalla Prefettura». La posizione ufficiale punta dunque a sottolineare la funzione preventiva e non quella «di fare cassa».
Conseguenze locali e aspetti pratici per i cittadini
Per gli automobilisti astigiani la notizia ha effetti concreti: maggiore attenzione ai limiti sulla tangenziale e sulle arterie extraurbane, possibili ricadute economiche sulle famiglie in caso di multe frequenti e l'obbligo per le amministrazioni locali di rendicontare come i proventi vengono spesi. Il richiamo alla manutenzione delle strade solleva poi la questione di priorità d'intervento e di trasparenza nella destinazione dei fondi.
Resta aperto il confronto pubblico su due fronti: da un lato la necessità di prevenire incidenti e ridurre la mortalità stradale; dall'altro la richiesta di verifiche sui criteri di installazione e sulla comunicazione verso i cittadini, affinché gli strumenti di controllo vengano percepiti principalmente come presidio di sicurezza e non come mezzo di pressione economica.
Nei prossimi mesi gli atti di bilancio della Provincia e i programmi di intervento sulla viabilità saranno il termometro più diretto per misurare l'effettiva ricaduta degli incassi sul territorio astigiano.