Un calo marcato che interessa il tessuto produttivo locale
La provincia di Mantova ha registrato una contrazione significativa del numero di imprenditori artigiani tra il 2024 e il 2025: si passa da 11.861 a 10.923, una riduzione di 938 unità, pari al -7,9%. È il secondo peggior risultato a livello nazionale dopo la provincia di Pesaro e Urbino.
Il dato emerge da un'analisi dell'ufficio studi della Cgia di Mestre, che mette in evidenza come la diminuzione delle attività artigiane non sia un fenomeno limitato ma coinvolga tutto il Paese, con differenze territoriali marcate. Per la nostra provincia la riduzione implica effetti concreti sulla disponibilità di servizi e sulla rete produttiva locale, soprattutto nei comparti tradizionali.
Quali settori reggono e quali subiscono il contraccolpo
La Cgia sottolinea che non tutti i settori artigiani sono stati colpiti allo stesso modo: alcuni comparti risultano in controtendenza. In particolare si osservano trend positivi nel campo del benessere (acconciatori, estetisti, massaggiatori, tatuatori) e in alcune attività legate all'informatica (sistemisti, web marketing, video maker, social media manager). Anche il settore dell'alimentare da asporto mostra segni di forza, con risultati favorevoli per gelaterie, gastronomie e pizzerie al taglio, specie nelle località con forte afflusso turistico.
«Non tutti i settori artigiani hanno subito gli effetti della crisi - sottolinea la Cgia - Quelli del benessere e dell’informatica presentano dati in controtendenza.»
Cause strutturali e concorrenza
Tra le ragioni indicate per questa emorragia figurano la crescente pressione dei grandi operatori della distribuzione e delle piattaforme digitali, i costi di gestione in aumento e il mutamento delle abitudini di consumo. I numeri nazionali di lungo periodo illustrati dalla Cgia mostrano come, nell'ultimo decennio, alcune regioni abbiano perso quote rilevanti di imprese artigiane: le Marche (-31,3%), l'Umbria (-29,3%), l'Emilia-Romagna (-28,7%) e il Piemonte (-28,4%). La Lombardia si colloca intorno alla metà della graduatoria con un calo del 25,5% nel periodo 2015-2025, mentre il Mezzogiorno ha registrato riduzioni più contenute (-20,2%).
La Cgia evidenzia inoltre come le economie di scala dei grandi gruppi permettano prezzi più bassi e logistiche più efficienti, fattori che mettono in difficoltà le realtà di minori dimensioni.
Impatto per la comunità mantovana e possibili ricadute
Per i cittadini della provincia, il calo degli artigiani può tradursi in meno offerte di servizi di prossimità, perdita di posti di lavoro e indebolimento delle filiere locali. Le piccole imprese artigiane svolgono spesso funzioni fondamentali nelle reti urbane e rurali: dalla manutenzione degli edifici all'offerta di servizi quotidiani. La diminuzione numerica rischia di accentuare il fenomeno dello spopolamento commerciale dei centri minori, con ricadute sull'attrattività dei quartieri e sulla qualità della vita.
- Per i consumatori: possibile riduzione dell'offerta locale e maggiore dipendenza da catene e piattaforme online.
- Per gli artigiani: necessità di adattarsi, specializzarsi o aggregarsi per sostenere i costi e competere.
- Per le amministrazioni locali: spinta a promuovere politiche di sostegno, formazione e incentivi per la digitalizzazione e l'aggregazione commerciale.
Dati essenziali
| Voce | Valore |
|---|---|
| Imprenditori artigiani 2024 (prov. MN) | 11.861 |
| Imprenditori artigiani 2025 (prov. MN) | 10.923 |
| Variazione assoluta | -938 |
| Variazione percentuale | -7,9% |
Il quadro disegnato dai dati della Cgia suggerisce che la risposta al fenomeno richiederà interventi su più fronti: dall'innovazione e digitalizzazione delle imprese alla promozione di reti territoriali e politiche di sostegno mirate. Per la provincia di Mantova, il nodo principale resta la capacità di offrire condizioni che permettano alle piccole realtà di sopravvivere e, dove possibile, crescere e trasformarsi per rispondere ai nuovi modelli di domanda.