Associazione accusa: «Doppio ruolo non conciliabile»
L’associazione Territorio Attivo e la sua sezione giovani hanno indirizzato critiche serrate al sindaco di Vietri di Potenza, Christian Giordano, per il modo in cui sono state gestite alcune procedure autorizzative su impianti di energia e insediamenti zootecnici. Secondo il presidente Rocco Carleo, l’azione dell’amministrazione comunale sarebbe stata insufficiente nella tutela del territorio e nella comunicazione con le comunità interessate.
Nel mirino dell'associazione ci sono, in particolare, il rilascio di permessi per impianti di megaeolico e fotovoltaico, nonché per attività di allevamento intensivo di polli e suini. Carleo sostiene che la mancata partecipazione del sindaco alle conferenze di servizio abbia agevolato il prosieguo delle pratiche autorizzative senza il necessario coinvolgimento pubblico.
«Mentre il coordinatore regionale critica la posizione della maggioranza sulla proposta di legge regionale, il sindaco, non partecipando alle conferenze di servizio, ha consentito il rilascio delle autorizzazioni relative a impianti di megaeolico e fotovoltaico, oltre alle attività di allevamento di polli e maiali.»
Preoccupazioni su vocazione del territorio e impatto ambientale
La critica si concentra anche sulla localizzazione di un progetto di ampliamento o conversione di allevamento che, secondo l'associazione, potrebbe comportare la gestione di 1.772 maiali ogni sei mesi in un'area classificata come SIC e a ridosso di aree boschive come il Vallone del Tuorno e il Bosco Luceto, tra i comuni di Vietri di Potenza e Savoia di Lucania. Per Territorio Attivo, questa destinazione trasformerebbe un contesto a vocazione agricola e paesaggistica in un sito dall'impronta fortemente industriale.
Inoltre, l'associazione denuncia la scarsa informazione e il mancato coinvolgimento delle comunità locali, nonostante ripetute richieste di chiarimento e partecipazione. Questo elemento viene ricondotto dal presidente Carleo a una contraddizione tra il ruolo politico del sindaco e quello che ricopre a livello regionale come coordinatore di partito.
Urbanistica e responsabilità comunale
Un fulcro dell'accusa riguarda l'assenza di un PUC (Piano Urbanistico Comunale) aggiornato: secondo Territorio Attivo, senza uno strumento di pianificazione urbanistica adeguato è difficile tutelare l'equilibrio tra sviluppo economico e salvaguardia dell'ambiente. Carleo osserva che, prima di invocare pianificazioni regionali, l'amministrazione avrebbe dovuto dotare il proprio Comune degli strumenti necessari per disciplinare in modo chiaro uso del suolo e attività produttive.
- Questioni sollevate: partecipazione alle conferenze, trasparenza, protezione di aree SIC;
- Impatto segnalato: rischio di trasformazione della vocazione agricola in industriale;
- Richiesta implicita: maggiore coinvolgimento delle comunità e strumenti urbanistici aggiornati.
Conseguenze pratiche per i cittadini
Per i residenti la vicenda implica aspetti concreti: possibili ripercussioni sul paesaggio, su odori e gestione dei rifiuti derivanti da allevamenti intensivi, oltre a effetti diretti su attività agricole locali e sul turismo rurale. Sul fronte delle energie rinnovabili, la collocazione e la dimensione degli impianti restano elementi decisivi per valutare compatibilità ambientale e ricadute sul territorio.
Al momento non risultano repliche ufficiali dell'amministrazione comunale alle accuse riportate. La questione, tuttavia, apre un confronto che coinvolge più livelli istituzionali: dalla comunità locale alle procedure regionali di autorizzazione, fino alla necessità di strumenti urbanistici comunali che definiscano limiti e indirizzi per lo sviluppo.
Per i cittadini interessati, gli sviluppi più immediati riguarderanno eventuali richieste di accesso agli atti, interventi pubblici di confronto e l'esito delle procedure autorizzative in corso, che potranno chiarire l'entità dei progetti e le mitigazioni previste per proteggere ambiente e paesaggio.