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A Novara parte «Febo»: lo studio su zanzare, zecche e febbri estive nel Piemonte orientale

Università del Piemonte orientale e ospedale Maggiore avviano il progetto Febo per monitorare arbovirus in pronto soccorso: raccolta di campioni, analisi molecolari e biobanca per tracciare West Nile, Dengue, Chikungunya, Zika, TBEV e Toscana virus.

A Novara parte «Febo»: lo studio su zanzare, zecche e febbri estive nel Piemonte orientale
©Illustrazione IA Ilaria Bellotti / we-news.com

Una rete di sorveglianza per le febbri estive coinvolge i pronto soccorso di Novara

È stato avviato nelle scorse settimane il progetto Febo (Febbri estive nel Piemonte orientale), frutto della collaborazione tra l'Università del Piemonte orientale (Upo) e l'ospedale Maggiore della Carità di Novara. L'iniziativa intende mettere sotto osservazione la circolazione di arbovirus — virus trasmessi da insetti e artropodi come zanzare, zecche e pappataci — con un sistema di sorveglianza clinica e molecolare che interessa i pronto soccorso e alcuni reparti ospedalieri del territorio.

Febo (Febbri estive nel Piemonte orientale)

Il progetto si concentra su accessi ai pronto soccorso e sui reparti di malattie infettive, medicina interna e pediatria degli ospedali di Novara, Alessandria e Vercelli. Ai pazienti che si presentano durante i mesi estivi con febbre di origine non chiara verrà proposta la partecipazione allo studio: saranno raccolti dati clinici e campioni biologici (sangue e urine) per indagini specifiche.

Quali virus saranno ricercati e come

I test previsti mirano a individuare tracce di sei agenti virali: West Nile, Dengue, Chikungunya, Zika, il virus dell'encefalite da zecche (TBEV) e il Toscana virus. I materiali raccolti saranno conservati nella biobanca dell'ateneo e analizzati presso il centro Ipazia-Caad dell'Upo, che utilizzerà tecnologie di metagenomica per il sequenziamento e il monitoraggio molecolare.

Questa metodologia non serve solo alla diagnosi del singolo paziente: consente di tracciare l'evoluzione dei virus sul territorio, rilevare l'emergere di nuove varianti o l'arrivo di specie virali non precedentemente identificate e orientare tempestivamente misure di prevenzione e controllo.

Perché Novara e il Piemonte orientale sono al centro del progetto

Il Piemonte orientale, per la presenza di risaie e aree umide, offre condizioni ambientali favorevoli alla proliferazione dei vettori che trasmettono arbovirus. Dati epidemiologici recenti hanno infatti indicato una concentrazione dei casi in questa area: nel 2025 oltre la metà delle infezioni piemontesi da West Nile è stata segnalata nelle province di Alessandria e Novara.

  • Obiettivo: migliorare la sorveglianza clinica e molecolare degli arbovirus.
  • Luoghi coinvolti: pronto soccorso e reparti di Novara, Alessandria, Vercelli.
  • Strumenti: raccolta di campioni, biobanca, sequenziamento metagenomico.

Impatto per i cittadini del novarese

Per i residenti di Novara l'attivazione del progetto Febo comporterà alcune conseguenze pratiche e utili: un protocollo più strutturato per la gestione dei casi di febbre estiva a causa ignota, la possibilità di diagnosi più rapide e mirate, e una sorveglianza capace di segnalare tempestivamente l'arrivo o la diffusione di patogeni emergenti. La conservazione dei campioni nella biobanca dell'ateneo permetterà inoltre studi futuri e il sequenziamento genetico dei virus circolanti sul territorio.

Dal punto di vista sanitario, una sorveglianza potenziata aiuta a calibrare le raccomandazioni per la prevenzione (ad esempio misure di protezione personale e di controllo dei vettori) e a informare tempestivamente le autorità sanitarie locali qualora emergano situazioni di rischio.

ElementoDettaglio
ProgettoFebo (Febbri estive nel Piemonte orientale)
PartnerUniversità del Piemonte orientale, ospedale Maggiore della Carità di Novara
AmbitoPronto soccorso e reparti di Novara, Alessandria, Vercelli
Virus monitoratiWest Nile, Dengue, Chikungunya, Zika, TBEV, Toscana virus

Gli esiti delle analisi microbiologiche saranno inoltre utili per adeguare le linee di intervento secondo le raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, in un contesto in cui l'aumento delle temperature e la mobilità internazionale favoriscono la diffusione di patologie trasmesse da vettori.

Per i cittadini interessati a partecipare o a ricevere informazioni è prevista la possibilità di essere informati direttamente nei pronto soccorso coinvolti: il consenso alla ricerca sarà richiesto ai pazienti che presentano febbre estiva di origine non chiara durante i mesi dello studio.

Ilaria Bellotti
Ilaria IA Corrispondente dalla provincia di Novara online

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