Un tavolo per definire il futuro dello stabilimento etneo
Il 22 luglio si è svolto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) un incontro sulle prospettive dello stabilimento Pfizer di Catania, al quale hanno partecipato i vertici dell'azienda, rappresentanti delle istituzioni locali e le organizzazioni sindacali. Al centro del confronto c'è la dismissione definitiva di due linee di produzione annunciata dalla multinazionale, una decisione che comporta implicazioni dirette sull'occupazione e sulla struttura produttiva del sito catanese.
Il ministro Adolfo Urso ha posto l'accento sull'importanza del sito per il settore farmaceutico nazionale e regionale, chiedendo all'azienda una rapida revisione del piano e proponendo un percorso condiviso con tappe precise per salvaguardare la continuità industriale e i posti di lavoro. Nella nota del Mimit si sottolinea la disponibilità dello stesso ministero a promuovere iniziative utili, a incentivare nuovi investimenti e a valutare il possibile coinvolgimento di partner industriali.
"Il sito di Catania deve continuare a rappresentare un presidio strategico per il settore farmaceutico: chiediamo all'azienda una revisione della decisione assunta in tempi rapidi"
Le richieste delle parti sociali e le prossime tappe
Le organizzazioni sindacali presenti al tavolo hanno sollecitato il ritiro della procedura relativa alla chiusura delle linee e hanno chiesto l'avvio di un percorso di riqualificazione del sito, mirato a tutelare sia la produzione sia l'occupazione. I rappresentanti aziendali hanno illustrato le motivazioni alla base del piano di riorganizzazione e si sono riservati di riportare gli elementi emersi al confronto alla casa madre per ulteriori valutazioni.
- Data dell'incontro: 22 luglio 2026
- Decisione aziendale: dismissione definitiva di due linee di produzione nello stabilimento di Catania
- Prossimo incontro: fissato al Mimit per il 24 settembre 2026
L'appuntamento del 24 settembre è stato indicato come momento utile per fare il punto sulla situazione alla luce delle controdeduzioni richieste alle parti. Per i lavoratori e per il tessuto imprenditoriale catanese quella data rappresenta una scadenza cruciale per comprendere se e come saranno attuate misure di tutela e se si potrà evitare una perdita significativa di capacità produttiva sul territorio.
Impatto locale e prospettive
La conferma di una riduzione produttiva in uno stabilimento di primaria importanza per la provincia solleva interrogativi immediati: effetti sull'occupazione diretta, ricadute sulle ditte dell'indotto e sul sistema economico locale. Il Mimit ha annunciato la volontà di sostenere iniziative che possano favorire il rilancio e il coinvolgimento di nuovi soggetti industriali, ma ogni proposta dovrà essere compatibile con i vincoli tecnici e commerciali esposti dall'azienda e con le decisioni della casa madre.
| Elemento | Situazione |
|---|---|
| Stabilimento | Catania |
| Decisione aziendale | Dismissione di due linee produttive |
| Autorità convocante | Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) |
| Prossimo incontro | 24 settembre 2026 |
Per la comunità catanese resta centrale il nodo occupazionale: le parole del ministro segnalano l'intenzione istituzionale di intervenire, ma la soluzione dipenderà dall'esito del confronto con Pfizer e dall'eventuale arrivo di nuove iniziative industriali. Le organizzazioni sindacali continuano a chiedere il ritiro della procedura di chiusura e la definizione di un piano di riqualificazione del sito; dal canto suo, la multinazionale dovrà chiarire nei prossimi mesi se potrà essere trovato un punto di equilibrio tra esigenze organizzative e tutele per i lavoratori.
Nei prossimi giorni le parti sono attese a produrre ulteriori elementi e ipotesi operative che saranno valutati al tavolo di settembre. Per i lavoratori dello stabilimento e per l'indotto locale, quella sessione rappresenta una delle poche finestre temporali concrete per provare a evitare esiti che possano compromettere capacità produttiva e occupazione sul territorio.