Riorganizzazione dei servizi ostetrici nel Vco
Con l’arrivo di luglio si conclude l’esperienza del punto nascite dell’ospedale di Domodossola. L’Azienda sanitaria locale ha definito l’intervento come una rimodulazione dei servizi: le nascite nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola saranno concentrate al presidio Castelli di Pallanza, mentre il Dea del San Biagio a Domodossola manterrà funzioni di assistenza in casi di emergenza.
La decisione, comunicata dal manager dell’Asl Vco Francesco Cattel in una lettera indirizzata ai sindaci, è motivata dalla combinazione di una carenza di personale e da una domanda locale di parti molto bassa. Negli ultimi tempi il ritmo si è attestato su circa una cinquantina di parti all’anno al San Biagio: un livello che, come riportato dall’Azienda, è pari a un decimo del valore indicato dalle linee guida come limite minimo per garantire la massima sicurezza (500 parti/anno).
- Le nascite programmate saranno effettuate al Castelli di Pallanza.
- Al Dea del San Biagio sarà garantita l’assistenza alle partorienti in caso di emergenza che non consenta il trasferimento in sicurezza a Pallanza.
- Negli orari diurni feriali al Dea sarà presente un ginecologo e un’ostetrica; fuori da tali fasce e nei weekend è prevista la reperibilità rapida.
Organizzazione quotidiana e attività ambulatoriale
L’Asl precisa che, durante le ore in cui sono in servizio il ginecologo e l’ostetrica, il personale non resterà inattivo: verranno svolte attività ambulatoriali programmate, la presa in carico pre-parto e l’assistenza post-partum continueranno regolarmente. Il termine «rimodulazione» vuole dunque indicare un ridimensionamento delle funzioni legate al parto piuttosto che una chiusura netta di tutti i servizi ostetrici a Domodossola.
«Che quasi nessuno vuole un punto nascite dove la casistica è troppo bassa per garantire sicurezza. Una scelta coerente delle famiglie. Però sia chiaro che in emergenza l'assistenza alle partorienti sarà sempre garantita»
Il manager Cattel evita la parola «chiusura» e sottolinea la necessità di riorganizzare risorse e personale. La riorganizzazione solleva tuttavia questioni pratiche per le famiglie del Vco e per chi vive a ovest e a nord della provincia: tempi di trasferimento, logistica e la valutazione di chi e come deciderà, al momento del travaglio, se è necessario trattenere la paziente al Dea di Domodossola piuttosto che trasferirla a Pallanza.
Conseguenze locali e prossimi passi
Per i cittadini della provincia significa che le nascite programmate dovranno essere indirizzate al Castelli; il San Biagio resterà una struttura di riferimento per le emergenze ostetriche, con reperibilità medica nei turni non coperti in presenza. Non sono stati forniti dettagli su eventuali incrementi di personale o su piani di trasporto sanitario dedicati per contenere i tempi di arrivo al presidio di Pallanza.
| Elemento | Situazione |
|---|---|
| Parti programmati | Trasferiti al Castelli di Pallanza |
| San Biagio (Domodossola) | Dea con ginecologo e ostetrica di giorno feriale; reperibilità negli altri turni |
| Volume attuale al San Biagio | Circa 50 parti/anno |
Nei prossimi giorni l’Asl potrebbe fornire ulteriori precisazioni operative ai sindaci e ai dirigenti sanitari locali. Resta aperta la questione di come verranno gestite le situazioni borderline in cui la valutazione del rischio richiederà decisioni immediate: un tema che interessa direttamente le famiglie del territorio e i servizi di emergenza territoriale.