Retribuzioni del settore ospitalità sotto la media: la provincia ne risente
La ripresa dell’affluenza turistica non trova però riscontro nelle buste paga. Un’analisi sindacale, sui dati Inps, mette in luce una forte disparità salariale tra settori e segnalata in modo netto anche sul territorio bergamasco: mentre alcuni comparti del privato registrano stipendi medi elevati, il mondo di alloggio e ristorazione resta inchiodato su livelli molto bassi, con effetti tangibili sull’offerta di lavoro e sulla qualità dei servizi.
"La forbice salariale che spacca il settore privato in Lombardia non risparmia la provincia orobica"
La combinazione di contratti a termine, part-time involontario e forme contrattuali flessibili ha prodotto una retribuzione media annua del settore turistico nettamente inferiore rispetto ad altri ambiti produttivi. Questo fenomeno si traduce in difficoltà concrete per le imprese locali nel reperire personale qualificato, in particolare nel periodo estivo, quando la domanda di servizio sale.
- Conseguenze occupazionali: la scarsità di lavoratori porta a turni più lunghi, taglio dei servizi offerti e difficoltà a mantenere standard qualitativi.
- Effetti demografici: salari non competitivi spingono giovani e personale qualificato a cercare lavoro fuori regione o all'estero.
- Impatto sull'economia locale: per Bergamo, che punta anche sul turismo per valorizzare il territorio, la sostenibilità delle retribuzioni diventa condizione per la crescita futura.
Per rendere il quadro più immediato, ecco un confronto sintetico tra settori (dati Inps elaborati dal sindacato Uiltucs):
| Settore | Retribuzione media annua (indicativa) |
|---|---|
| Banche e assicurazioni | ~67.000 € |
| Manifattura | ~37.000 € |
| Edilizia | ~24.500 € |
| Alloggio e ristorazione | ~13.000 € |
Oltre ai numeri, emergono criticità strutturali: l’elevata incidenza di contratti temporanei e il fenomeno del lavoro nero deprimono i redditi reali. Vi è poi un marcato divario di genere che penalizza le donne, spesso impiegate in forme contrattuali a orario ridotto che riducono ulteriormente i guadagni annui rispetto ai colleghi maschi.
Cosa significa per chi vive e lavora in provincia
Per le imprese bergamasche del turismo la scarsità di personale si traduce in un circolo vizioso: per mantenere prezzi competitivi e margini, molte realtà non riescono ad aumentare le retribuzioni, alimentando così la difficoltà di reclutamento. I clienti possono percepire un calo della qualità dei servizi durante i picchi stagionali, con possibili ripercussioni sull’immagine del territorio.
Per gli addetti al settore, la situazione offre pochi incentivi a restare: chi può sceglie offerte con contratti più stabili o opportunità all’estero. Per invertire la tendenza, sindacati, imprese e istituzioni locali dovranno confrontarsi su misure che migliorino la qualità del lavoro: contratti più stabili, percorsi di formazione e politiche salariali che tengano conto del costo della vita.
Le prossime mosse a livello regionale e provinciale saranno decisive per capire se il modello di sviluppo turistico potrà conciliarsi con una politica occupazionale sostenibile, o se la crescita degli arrivi rimarrà vulnerabile a una carenza cronica di personale qualificato.
Servizio di Paola Abrate