Atto vandalico contro il Csm di via Gambini
Un atto vandalico ai danni di due automobili in uso al Centro di Salute Mentale (Csm) di via Gambini è avvenuto nella notte, intorno alle 3. I vetri dei due veicoli sono stati mandati in frantumi: dai primi rilievi sembra escluso che siano state colpite altre auto nello stesso parcheggio, circostanza che porta a ritenere un'azione mirata verso il Centro e il suo personale.
Il fatto è stato segnalato dai rappresentanti sindacali locali che seguono il settore. Secondo quanto denunciato da Fabio Pototschnig (Fials) e Francesca Fratianni (Cgil), episodi di vandalismo e aggressioni si sarebbero ripetuti nel tempo, senza che siano state adottate misure preventive adeguate.
"Da tempo, visto il ripetersi di episodi di vandalismo e anche di aggressioni, denunciamo una situazione di rischio e chiediamo misure di prevenzione, per garantire maggiore sicurezza, ma non veniamo ascoltati"
Nel turno in cui è avvenuto l'episodio erano presenti due operatrici, che hanno riferito di essersi sentite impaurite dopo i colpi violenti al portone d'ingresso e il fracasso dei vetri. Le sindacaliste sottolineano che fuori dal Csm non sono installate telecamere e quindi l'atto non è stato ripreso.
- Orario: intorno alle 3 della scorsa notte
- Luogo: Centro di Salute Mentale, via Gambini, Trieste
- Obiettivo: due auto di servizio dell'Asugi con i vetri infranti
- Testimonianze: rappresentanti sindacali e due operatrici presenti nel turno
La dinamica – una forte pressione sul portone seguita dalla rottura dei vetri di servizio – e la circostanza che non siano state danneggiate altre vetture parcheggiate nelle vicinanze rafforzano l'ipotesi di un atto intenzionale volto a colpire il Centro. Le operatrici di turno hanno poi evitato di uscire per timore di ulteriori aggressioni, secondo quanto riferito dalle rappresentanti sindacali.
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Numero veicoli danneggiati | 2 |
| Ora presunta | Intorno alle 3 |
| Presenza videocamere esterne | Assente, secondo i sindacati |
| Personale in turno | Due donne (operatori notturni) |
Le organizzazioni sindacali chiedono che l'azienda sanitaria metta in campo interventi concreti per la prevenzione: dall'installazione di sistemi di videosorveglianza alle misure di protezione per il personale che opera nei turni notturni. La mancanza di telecamere all'esterno del Centro è posta come elemento che ostacola anche l'attività investigativa in seguito a tali episodi.
Per i residenti e gli utenti dei servizi di salute mentale la vicenda solleva interrogativi sulla tutela degli operatori e sulla continuità dell'assistenza: quando il personale si trova in difficoltà, la capacità del servizio di rispondere alle esigenze dei pazienti può risultare compromessa, soprattutto nelle ore notturne. I sindacati hanno annunciato che proseguiranno nelle denunce formali per ottenere risposte dall'azienda sanitaria e dal territorio.
Al momento non risultano comunicazioni ufficiali dell'Asugi pubblicate sulla vicenda; eventuali aggiornamenti e le risultanze delle verifiche da parte delle autorità competenti saranno comunicati non appena disponibili.