Consiglio comunale approva il documento che fissa costi e tariffe del servizio rifiuti
Il Consiglio comunale di Teramo ha dato il via libera al nuovo piano economico finanziario relativo alla Tari. Il provvedimento è passato con 18 voti favorevoli espressi dai consiglieri di maggioranza presenti in aula. Dal testo emerso in sede di seduta risulta una variazione contenuta: la tariffa complessiva per gli utenti domestici e non domestici diminuirà di circa 1% rispetto all'anno precedente.
Si tratta di una riduzione limitata nella misura, ma che l'amministrazione ha voluto portare in aula come elemento di alleggerimento sul prelievo complessivo a carico dei contribuenti. La decisione interessa non solo la città capoluogo, ma anche l'intero territorio provinciale, inclusi i centri costieri come Giulianova, dove la gestione dei rifiuti e il relativo costo rimangono temi centrali del confronto pubblico.
Il nodo dell'accantonamento e il confronto politico
La parte più discussa della seduta ha riguardato un accantonamento prudenziale di 130.000 euro, inserito per far fronte a possibili recuperi legati all'evasione del tributo. Dalla minoranza sono stati sollevati dubbi circa la natura di quella posta, interpretata da alcuni consiglieri come una sorta di fondo di riserva. Sul punto il dibattito è stato acceso, con posizioni nette tra maggioranza e opposizione durante la valutazione e il voto finale sul piano Tari.
- Voto: 18 favorevoli (consiglieri di maggioranza presenti)
- Riduzione tariffaria: circa 1% rispetto all'anno precedente
- Accantonamento: 130.000 euro per il recupero dell'evasione
| Voce | Valore |
|---|---|
| Voti favorevoli | 18 |
| Riduzione prevista | ~1% |
| Accantonamento | € 130.000 |
Per molti amministratori locali del Teramano il tema delle tariffe sui rifiuti resta collegato a fattori generali: qualità della raccolta differenziata, lotta all'evasione e stabilità dei conti comunali. La decisione odierna rientra in questo quadro di equilibrio tra necessità di contenere i costi per le famiglie e la salvaguardia delle entrate necessarie per garantire il servizio.
Dal punto di vista pratico, la riduzione dell'1% avrà un impatto limitato sulle bollette dei cittadini, ma rappresenta comunque un segnale politico dell'amministrazione per attenuare il carico fiscale. Al contempo, la scelta di mantenere l'accantonamento di 130.000 euro testimonia la prudenza dell'ente nel prevedere risorse per fronteggiare possibili maggiori oneri derivanti dal recupero dell'evasione.
Nei prossimi mesi, l'attenzione resterà sulla capacità dell'amministrazione comunale di tradurre il piano in risultati concreti: migliorare la raccolta, contenere gli sprechi e aumentare la riscossione effettiva per ridurre la necessità di nuove poste prudenziali nei bilanci futuri.