Un modello integrato per individuare e intervenire sui momenti di maggiore vulnerabilità
Nell'Auditorium del Padiglione Vinci del SS. Annunziata è stato sottoscritto mercoledì 15 luglio il Protocollo d'Intesa tra ASL Taranto e la Casa Circondariale «C. Magli» di Taranto rivolto alla prevenzione delle condotte suicidarie tra le persone detenute. Il documento si pone in attuazione del Piano Nazionale e del Piano Regionale per la prevenzione del suicidio nel sistema penitenziario per adulti e si allinea alle indicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
L'intesa introduce un approccio multidisciplinare e integrato pensato per prevenire, gestire e monitorare episodi di autolesionismo e tentativi di suicidio, con particolare attenzione alle fasi considerate a maggior rischio per la persona reclusa.
Valutazione del rischio già all'ingresso e presa in carico personalizzata
Il protocollo stabilisce che la valutazione del rischio cominci sin dall'ingresso in istituto, individuato come uno dei momenti di maggiore vulnerabilità. Al nuovo giunto viene effettuata una visita dal Medico di Guardia e, in base alle risultanze cliniche, la persona può essere indirizzata a specifiche strutture e professionisti:
- equipe psichiatrica del Dipartimento di Salute Mentale ASL Taranto;
- operatori dell'unità del SerD intramurario, afferente al Dipartimento Dipendenze Patologiche ASL Taranto.
Il protocollo prevede inoltre che, qualora emergano situazioni di rischio anche successivamente all'ingresso, si attivi una presa in carico integrata e personalizzata in funzione dei bisogni clinici ed emotivi del singolo detenuto.
Ruolo multidisciplinare e monitoraggio continuo
I percorsi descritti coinvolgono sia il personale sanitario sia quello penitenziario, in un lavoro congiunto che comprende medici, infermieri, psichiatri, psicologi, educatori, agenti di Polizia Penitenziaria e operatori dell'amministrazione penitenziaria. Anche altri detenuti possono essere chiamati a svolgere un ruolo secondo competenze specifiche.
| Fase | Azioni previste |
|---|---|
| Ingresso | Visita del Medico di Guardia e valutazione iniziale del rischio |
| Valutazione specialistica | Indicazione a psichiatria o SerD in base alle necessità |
| Monitoraggio | Presa in carico multidisciplinare e interventi mirati |
Attraverso un monitoraggio costante delle condizioni di benessere, l'equipe valuta la presenza e il livello del rischio e interviene con supporto psicologico, sanitario o socio-assistenziale quando necessario.
Impatto locale e prospettive operative
Per la comunità di Taranto, la formalizzazione di questo accordo rappresenta un passo operativo verso una gestione più strutturata delle situazioni di fragilità in carcere. Il coordinamento tra ASL e amministrazione penitenziaria dovrebbe migliorare l'individuazione precoce dei segnali di rischio, accelerare i percorsi di presa in carico e ridurre il ricorso a interventi emergenziali.
Resta ora da osservare l'attuazione pratica del protocollo: la formazione del personale, la dotazione di risorse per l'attività specialistica intramuraria e la capacità di mantenere un monitoraggio stabile saranno elementi decisivi per trasformare l'intesa in risultati concreti per la salute delle persone recluse e per la sicurezza dell'istituto.
Il documento si pone quindi come strumento di governance locale per la tutela della salute mentale in carcere, con possibili ricadute sulla gestione sanitaria territoriale e sulla qualità delle risposte ai bisogni delle persone detenute.