Atto aziendale Asl Teramo fermo: la critica del Pd
Il documento programmatico che dovrebbe definire l'organizzazione e le linee guida della Asl di Teramo rimane bloccato, suscitando la protesta del consigliere regionale del Partito Democratico, Dino Pepe. Secondo l'esponente di opposizione, il ritardo è ingiustificato se confrontato con le altre aziende sanitarie abruzzesi, dove il percorso per gli atti aziendali è partito già a marzo.
Pepe mette in evidenza una presunta disparità di trattamento e avverte che la situazione potrebbe tradursi in conseguenze concrete per i servizi sanitari sul territorio: «se il documento viene usato per scaricare su Teramo le criticità della gestione finanziaria regionale, alcune strutture e reparti rischiano di essere declassati o ridimensionati», ha sostenuto.
«Sembra che in giunta non ci siano teramani. È necessario che i rappresentanti del centrodestra teramano escano dal silenzio istituzionale».
Nel suo intervento Pepe richiama anche una questione di responsabilità politica: dopo avergli attribuito la colpa in passato, ora la maggioranza regionale non pare essere intervenuta con chiarezza nemmeno dopo la nomina del nuovo direttore generale dell'Agenzia Sanitaria Regionale, Maurizio Brucchi. In precedenza la responsabilità era stata ricondotta al dottor Pierluigi Cosenza, allora a capo dell'ASR.
Conseguenze per la popolazione e per le strutture
Il mancato completamento dell'atto aziendale può incidere su diverse decisioni operative, tra cui l'organizzazione dei reparti, i piani di riorganizzazione e gli investimenti sulla rete territoriale. Per i cittadini della provincia la preoccupazione concreta è che questa fase di incertezza si traduca in peggioramento dell'accessibilità alle cure o in riduzioni di prestazioni su presidi locali come quelli di Teramo e Sant'Omero, citati nella denuncia dell'esponente Pd.
- Tempistica: altre Asl regionali hanno avviato le procedure a marzo; Teramo è ancora in attesa.
- Responsabilità politiche: l'opposizione chiede maggiore impegno da parte dei consiglieri di maggioranza eletti nella provincia.
- Rischio servizi: possibile declassamento o riorganizzazione di reparti sul territorio.
La vicenda apre un confronto tra forze politiche regionali sulla gestione del disavanzo della sanità e sulle scelte che ne derivano. La richiesta di Pepe è chiara: servono spiegazioni e un intervento deciso dei rappresentanti locali di maggioranza per tutelare i servizi destinati ai cittadini teramani.
Al momento non risultano comunicazioni ufficiali né da parte del Direttore generale dell'ASR né dai consiglieri regionali di centrodestra eletti nella provincia. Resta da verificare se nei prossimi giorni la Giunta regionale interverrà per sbloccare l'iter o se la discussione proseguirà sul terreno politico-istituzionale.
| Elemento | Situazione |
|---|---|
| Avvio procedure atto aziendale | Marzo per L'Aquila, Chieti, Pescara; ritardo per Teramo |
| Figure citate | Dino Pepe; Pierluigi Cosenza; Maurizio Brucchi |
| Possibili impatti | Riorganizzazione reparti, ridimensionamento servizi territoriali |
La situazione merita monitoraggio costante: i cittadini e gli operatori sanitari della provincia attendono chiarimenti sul futuro dell'offerta sanitaria locale e sulle garanzie per i servizi essenziali.