Rifiuti e costi a carico dei cittadini: la questione della gestione nel Maceratese
La gestione dei rifiuti nella provincia di Macerata si traduce in un aggravio economico che, stima la fonte, negli ultimi quattro anni può essere valutato intorno ai 15 milioni di euro. Le difficoltà derivano principalmente dal trasferimento dei rifiuti fuori dal territorio provinciale, con impatti concreti sulle tariffe della TARI approvate in questi giorni dai consigli comunali.
La crescita dei costi del servizio rifiuti pesa sulle famiglie: solo per i due centri urbani più popolosi della provincia gli aumenti deliberati per il 2026 sono significativi, con un incremento del 8,4% a Macerata e del 6,11% a Civitanova. Gli aumenti sono collegati, tra l'altro, ai maggiori oneri sostenuti da Cosmari srl per lo smaltimento esterno.
- Onere economico stimato: oltre 12,3 milioni di euro per il triennio 2023-2025, più un'aggiunta stimata di 3-4 milioni per il 2026, portando la cifra complessiva attorno ai 15 milioni.
- Tari in aumento: i consigli comunali stanno votando gli incrementi per il 2026; due esempi emblematici sono Macerata (+8,4%) e Civitanova (+6,11%).
- Differenziata: nonostante il calo registrato, la raccolta differenziata resta sopra il 79%, segno che la diminuzione dei rifiuti prodotti non è sufficiente a controbilanciare i maggiori costi di smaltimento.
La spesa supplementare per portare i rifiuti fuori provincia è dovuta all'assenza di una discarica disponibile sul territorio maceratese in grado di accogliere i volumi necessari. Negli ultimi anni i conferimenti sono avvenuti in impianti posti inizialmente in provincia di Pesaro e, più di recente, in un sito a Corinaldo, giudicato più vicino rispetto a soluzioni precedenti.
La soluzione temporanea individuata per contenere il problema è l' ampliamento della discarica di Fosso Mabiglia a Cingoli, autorizzato dalla Provincia di Macerata per una durata limitata di poco più di quattro anni. Tuttavia, sul fronte amministrativo e giuridico la situazione resta complessa: ci sono già due ricorsi al TAR che contestano il via libera all'opera e permangono criticità sulla nuova graduatoria dei siti che dovevano essere individuati per la realizzazione di ulteriori impianti.
| Dato | Valore |
|---|---|
| Incremento TARI 2026 (Macerata) | +8,4% |
| Incremento TARI 2026 (Civitanova) | +6,11% |
| Oneri per Cosmari (2023-2025) | 12,3 milioni di € |
| Stima oneri aggiuntivi 2026 | 3-4 milioni di € |
| Totale stimato (4 anni) | circa 15 milioni di € |
Il quadro delineato dalla fonte evidenzia una discrepanza tra l'impegno dei cittadini nella raccolta differenziata — che resta elevato — e la capacità di pianificazione e realizzazione degli impianti necessari a contenere i costi di smaltimento. Per i prossimi anni la previsione è che la Tari continui a crescere almeno per i tre anni successivi, anche se il livello della differenziata rimane comunque tra i più alti.
Gli sviluppi da monitorare nei prossimi mesi sono essenzialmente due: l'esito dei ricorsi al TAR sul via libera all'ampliamento di Fosso Mabiglia e gli eventuali ulteriori provvedimenti amministrativi che possano chiarire la graduatoria dei nuovi siti. In assenza di soluzioni definitive e locali, resta il rischio che il trasferimento fuori provincia continui a trasferire oneri sui bilanci comunali e, di conseguenza, sulle bollette dei cittadini.
Per gli abitanti della provincia l'indicazione pratica a breve termine è seguire le deliberazioni dei consigli comunali sul PEF e gli aggiornamenti sulle procedure giudiziarie e amministrative che interessano Fosso Mabiglia e la nuova graduatoria dei siti: da questi atti dipenderanno tempi e costi della gestione rifiuti per i prossimi anni.