Risorse regionali per i Centri che seguono uomini autori di violenza
La Regione Emilia-Romagna ha stanziato oltre 550.000 euro per sostenere i Centri rivolti a uomini autori di violenza (Cuav), strutture che offrono percorsi di responsabilizzazione e contrasto ai comportamenti violenti. Sul territorio regionale sono attivi in tutto 15 Centri, gestiti in parte dalle Aziende sanitarie pubbliche e in parte dal Terzo settore.
In Romagna sono cinque le strutture operative: due nel ravennate, una nel riminese e tre nella provincia di Forlì-Cesena, dove sono presenti le sedi di Forlì e Cesena dell’Ausl Romagna e il Centro trattamento uomini maltrattanti (Ctm) gestito dal Terzo settore.
«I Centri per gli uomini autori di violenza integrano la nostra strategia nel contrasto alla violenza contro le donne»
Questi servizi si collocano come complemento alle case rifugio e ai centri antiviolenza, con l’intento specifico di intervenire sugli autori per ridurre il rischio di recidiva e modificare comportamenti pericolosi. Secondo i dati regionali citati nella nota, il numero di uomini che hanno intrapreso tali percorsi è aumentato progressivamente negli ultimi anni: si passa da 893 nel 2023 a 1.253 nel 2024 fino a 1.484 nel 2025.
Per la provincia di Forlì-Cesena, la conferma di sedi attive rappresenta un elemento importante per l’offerta di servizi sul territorio: permette infatti di contemperare gli interventi di protezione rivolti alle vittime con azioni rivolte agli autori, nelle logiche di prevenzione primaria e secondaria della violenza di genere.
- Chi opera: Centri pubblici gestiti dalle Ausl e strutture del Terzo settore.
- Obiettivo: percorsi di responsabilizzazione e riduzione della recidiva.
- Dati recenti: crescita significativa delle persone inserite nei programmi dal 2023 al 2025.
Per chiarezza, ecco una sintesi dei numeri principali:
| Voce | Valore |
|---|---|
| Risorse stanziate | > 550.000 € |
| Centri regionali attivi | 15 |
| Centri in Romagna | 5 |
| Utenti inseriti nei percorsi (2025) | 1.484 |
Per gli abitanti della provincia il finanziamento dovrebbe tradursi in una maggiore continuità dei servizi e, auspicabilmente, in un ampliamento delle attività di formazione, monitoraggio e presa in carico degli uomini che accedono ai percorsi. Le organizzazioni locali coinvolte — Ausl e associazioni del Terzo settore — saranno chiamate ora a distribuire e utilizzare le risorse per consolidare i progetti già in essere e potenziare l’offerta.
Per chi fosse interessato a informazioni pratiche sui servizi presenti nella provincia, come sedi, orari e modalità di accesso, è possibile rivolgersi ai servizi socio-sanitari territoriali dell’Azienda USL Romagna o alle associazioni che gestiscono i centri, i cui contatti sono consultabili sui canali istituzionali della Regione e delle singole amministrazioni comunali.
Questa azione finanziaria si inserisce in una strategia regionale più ampia volta a contrastare la violenza di genere su più fronti: tutela delle vittime, sostegno alle strutture protette e interventi rivolti agli autori per ridurre i rischi di nuovi episodi.
Andrea Casadei, corrispondente We News dalla provincia di Forlì-Cesena