Opposizione in Provincia chiede trasparenza su extra-oneri e sui rapporti con l’appaltatore
Il gruppo di centrosinistra Brianza Rete Comune ha depositato una mozione in Provincia di Monza e Brianza che sollecita chiarimenti sul quadro economico che riguarda l’opera autostradale della Pedemontana, in particolare le tratte B2 e C, e sulla condizione finanziaria del principale contraente, Webuild. La richiesta nasce da notizie emerse nei giorni scorsi, che hanno acceso le preoccupazioni sul possibile impatto di extracosti e su tensioni di liquidità dopo il forte movimento del titolo in Borsa.
Nel documento presentato dal consigliere Francesco Facciuto si chiede che la Provincia verifichi e dichiari pubblicamente l’esposizione debitoria e gli oneri potenziali collegati alle varianti e riserve contrattuali, e che venga fatta luce sulle possibili conseguenze per il completamento delle tratte e per le casse pubbliche regionali.
“Il dibattito si è concentrato su un presunto ammontare di ‘riserve e varianti’ pari a ben 22 miliardi di euro… Ne è conseguita immediatamente una severa reazione sui mercati finanziari”
Il passaggio citato dalla mozione riprende elementi di cronaca economica nazionale: la ricostruzione sull’entità delle riserve e varianti riferite ai lavori è stata collegata da più parti a una forte volatilità del titolo Webuild, che ha registrato un calo dell’8% in un solo giorno e una perdita cumulata attorno al 44% sul periodo annuo, secondo le fonti richiamate.
Impatto locale e richieste specifiche
Brianza Rete Comune sottolinea la necessità di chiarire alcuni punti precisi, utili anche agli enti locali e ai cittadini della provincia:
- Se e in quale misura esistono esposizioni finanziarie dirette o indirette di Regione Lombardia o degli enti locali rispetto a richieste di maggiori somme;
- Qual è lo stato di avanzamento delle tratte B2 e C e se eventuali ritardi o varianti possano tradursi in costi aggiuntivi a carico di enti pubblici o utenti;
- Quali garanzie e piani sono previsti per la continuità dei lavori in caso di difficoltà finanziarie dell’appaltatore.
Dal fronte di Webuild, come riportato in sede nazionale, è arrivata una precisazione: la società ha contestato l’interpretazione secondo cui avrebbe richiesto allo Stato 22 miliardi, spiegando che quella cifra rappresenterebbe il totale delle riserve e varianti registrate nei conti dei lavori e non una richiesta diretta al Governo. Tuttavia, la linea di fondo rimane la richiesta di maggiore trasparenza, vista la rilevanza delle opere e i potenziali riflessi sulle comunità locali.
Dati chiave richiamati dalla mozione
| Voce | Valore |
|---|---|
| Riserve e varianti contestate (oggetto di dibattito) | 22 miliardi di euro |
| Variazione giornaliera del titolo Webuild | -8% |
| Performance annua del titolo | -44% |
La mozione arriverà ora in discussione in Provincia: l’esito del dibattito determinerà se l’ente promuoverà approfondimenti formali, audizioni con rappresentanti regionali e del Ministero, o istituirà un tavolo tecnico che coinvolga anche i Comuni interessati dalle tratte.
Per i residenti della Brianza la posta in gioco è concreta: oltre all’avanzamento dei cantieri, sono in gioco la sicurezza delle opere, i tempi di consegna e il possibile aggravio dei costi a carico degli enti locali. La richiesta di Brianza Rete Comune si inserisce quindi in un quadro più ampio di attenzione pubblica sulle grandi opere e sulla sostenibilità finanziaria degli appalti complessi.