Ritrovamento a Fanano e misure di contenimento
Nei giorni scorsi, nel territorio comunale di Fanano è stata individuata la carcassa di un cinghiale risultata positiva alla Peste Suina Africana (PSA). La PSA non è trasmissibile all'uomo, tuttavia l'infezione rappresenta una minaccia per i suini domestici e selvatici, per cui sono state attivate misure di contenimento previste dall'ordinanza ministeriale del 6 luglio 2026, firmata dal Commissario straordinario alla PSA Giovanni Filippini.
Per contenere il rischio di diffusione, la Città metropolitana ha disposto l'istituzione di zone di restrizione e zone cuscinetto in comuni limitrofi, con specifiche limitazioni all'accesso e alle attività all'aperto. Le misure, coordinate anche tramite la Polizia locale, mirano a ridurre i contatti indiretti che possono veicolare il virus dai suini selvatici a quelli allevati.
Comuni soggetti a limitazioni
- Zona con misure stringenti: Lizzano in Belvedere; Alto Reno Terme.
- Zona di restrizione cuscinetto: Gaggio Montano; Castel di Casio; Camugnano; Castiglione dei Pepoli.
| Area | Tipologia di restrizione |
|---|---|
| Fanano | Località del ritrovamento (indagini e bonifica) |
| Lizzano in Belvedere | Zona con misure stringenti |
| Alto Reno Terme | Zona con misure stringenti |
| Gaggio Montano | Zona cuscinetto |
| Castel di Casio | Zona cuscinetto |
| Camugnano | Zona cuscinetto |
| Castiglione dei Pepoli | Zona cuscinetto |
Indicazioni per residenti e frequentatori dell'area
Le restrizioni intendono ridurre il rischio che persone, veicoli o attrezzature trasferiscano il virus tra aree selvatiche e allevamenti. Tra le principali prescrizioni riportate nell'ordinanza, e già segnalate agli enti locali, figurano:
- evitare di lasciare cani liberi al di fuori delle aree naturali protette;
- non abbandonare i sentieri durante escursioni e, al termine dell'attività, sostituire e disinfettare le calzature prima di tornare in ambiente domestico o in allevamenti;
- vietato parcheggiare su prati o aree con vegetazione con i veicoli utilizzati per raggiungere luoghi di campeggio o escursione;
- chi pratica la raccolta di funghi deve evitare contatti diretti o indiretti con suini allevati nelle 48 ore successive all'attività;
- per attività cinofile, abbattimenti selettivi o manifestazioni è previsto un protocollo specifico da rispettare per motivi di biosicurezza.
Conseguenze pratiche e raccomandazioni
Le limitazioni possono influire sull'organizzazione di attività ricreative, sportive e venatorie nelle zone interessate e richiedono attenzione da parte dei proprietari di animali, degli escursionisti e degli operatori forestali. Le autorità locali e la Polizia locale sono impegnate a vigilare sul rispetto delle misure e a fornire indicazioni pratiche alla cittadinanza.
Per chi gestisce allevamenti suini, vale la raccomandazione a innalzare gli standard di biosicurezza: evitare contatti tra suini domestici e selvatici, limitare l'accesso ai recinti, applicare procedure di sanificazione per persone e mezzi che entrano nelle aziende. Le istituzioni competenti comunicheranno eventuali ulteriori provvedimenti o deroghe in base all'evoluzione degli accertamenti sanitari.
Resta fondamentale segnalare alle autorità la presenza di carcasse sospette e seguire le indicazioni ufficiali per ridurre il rischio di diffusione della PSA sul territorio della montagna modenese.