Riesame dei campioni del 1978: Pavia fra i centri della ricerca
Un gruppo internazionale di ricercatori, con il coinvolgimento dell'Università di Pavia, ha pubblicato su Scientific Reports i risultati di un nuovo sequenziamento del DNA ottenuto dai campioni prelevati dalla Sindone nella notte tra l'8 e il 9 ottobre 1978. Lo studio è stato guidato dal professor Alessandro Achilli (Pavia) e dal professor Gianni Barcaccia (Padova), con la partecipazione anche dell'Università di Torino.
I ricercatori hanno lavorato sulla «collezione ufficiale di campioni» prelevati dal professor Pierluigi Baima Bollone e hanno riportato risultati che mettono in luce la presenza di numerose contaminazioni ambientali accumulate nel lungo periodo di conservazione e manipolazione del tessuto.
"Nonostante le difficoltà legate al tipo di campione analizzato, sia in termine di quantità che di qualità, siamo stati in grado di estrarre Dna e ottenere sequenze genomiche da sette dei frammenti disponibili"
La citazione è del dottor Nicola Rambaldi Migliore dell'Università di Pavia, indicato come primo autore dello studio insieme a Gianni Barcaccia e Giovanni Gabelli (Padova). Lo studio conferma inoltre la presenza di componenti proteiche della pelle sui materiali analizzati.
Che cosa è emerso: contaminazioni e una linea genetica predominante
Fra i risultati descritti, il sequenziamento ha identificato tracce di DNA attribuite a colture e specie animali comunemente associate ad attività umane e ambienti mediterranei. In particolare, gli autori segnalano che il prelievo del 1978 non fu effettuato in condizioni sterili: il materiale fu raccolto senza guanti, circostanza che spiega in parte la presenza di DNA estraneo.
- Tracce di piante: carota, grano, mais.
- Tracce di animali domestici e da allevamento: cani, gatti, bovini, suini.
- Segnalata anche la presenza di corallo rosso, specie endemica del Mediterraneo.
| Elemento rilevato | Origine segnalata |
|---|---|
| Carota, grano, mais | piante coltivate |
| Cani, gatti, bovini, suini | animali domestici e d'allevamento |
| Corallo rosso | specie marina mediterranea |
Un riscontro inatteso: una linea genetica associata al prelevatore
Fra i risultati, gli autori riportano anche la rilevazione di una linea genetica predominante caratteristica degli ebrei ashkenaziti. Nello studio viene indicata la corrispondenza di questa linea con quella di Pierluigi Baima Bollone, il medico che effettuò i prelievi nel 1978.
Questo elemento scientifico rafforza l'ipotesi che, oltre alle contaminazioni ambientali, la procedura di raccolta stessa abbia lasciato tracce genetiche riconoscibili sui frammenti studiati.
Impatto locale e questioni aperte
Per Pavia la partecipazione alla ricerca conferma il ruolo dell'ateneo cittadino in indagini multidisciplinari che toccano ambiti di interesse scientifico, storico e culturale. Sul piano pratico, lo studio solleva problemi metodologici sull'interpretazione di dati genetici provenienti da materiali storici ampiamente manipolati: la presenza di DNA estraneo rende complessa la lettura delle sequenze e impone cautela nelle conclusioni riguardanti origine e datazione dei reperti.
La pubblicazione su una rivista internazionale come Scientific Reports dovrebbe stimolare ulteriori approfondimenti e, potenzialmente, linee di ricerca volte a migliorare protocolli di prelievo e analisi per reperti di interesse storico-religioso.
Per i cittadini della provincia di Pavia, lo studio rappresenta sia un motivo di attenzione verso le attività scientifiche condotte localmente sia uno spunto per il dibattito pubblico su come scienza e patrimonio culturale interagiscano quando si tratta di materiali sensibili e ampiamente esposti a contaminazioni.