Provincia avvia la richiesta istituzionale dopo la relazione sul carcere di Massa
La Provincia di Massa-Carrara è al centro di una nuova sollecitazione istituzionale per affrontare le condizioni della casa circondariale di Massa: il consigliere di Avs Matteo Bartolini ha presentato una mozione che chiede il ripristino della figura del Garante dei detenuti per il territorio provinciale. La proposta arriva dopo l'appello del deputato di Azione, Fabrizio Benzoni, che aveva richiamato l'attenzione sulle stesse problematiche in sede comunale.
La mozione prende spunto dalla relazione approvata dal Consiglio regionale toscano a fine giugno, curata dal Garante regionale dei detenuti: quella relazione mette in evidenza un fenomeno di sovraffollamento in tutta la regione e, nella nostra provincia, numeri che suggeriscono criticità strutturali e difficoltà a garantire i diritti fondamentali delle persone ristrette.
"Siamo tra i pochi in Toscana a non avere questa figura", ha detto Matteo Bartolini presentando la mozione in consiglio provinciale.
I dati citati nella relazione e ripresi nella mozione sono netti e indicano la portata del problema nella struttura di Massa:
- Presenze a fine 2025: 298 detenuti;
- Capienza effettiva: 175 posti;
- Tasso di sovraffollamento effettivo: 170,3%.
Nel documento regionale, aggiornato al 31 marzo 2026, il tasso medio di sovraffollamento in Toscana risultava del 134%, valore che colloca la regione in linea con il quadro nazionale e che, secondo la relazione, favorisce il manifestarsi di episodi gravi come suicidi e autolesionismo.
La situazione registrata a Massa è accompagnata da episodi estremi nel 2025: un suicidio di un uomo di 26 anni, 12 tentativi di suicidio e 57 casi di autolesionismo. Numeri che, sottolinea la mozione, configurano una condizione di emergenza sul fronte dei diritti e della salute mentale all'interno della struttura.
Quali conseguenze locali e cosa chiede la mozione
La richiesta di Bartolini punta a colmare una lacuna istituzionale: la mancanza del Garante dei detenuti a livello provinciale viene vista come un ostacolo al dialogo tra carcere e amministrazioni locali e come una limitazione nella tutela dei diritti delle persone ristrette. Il ripristino di questa figura dovrebbe:
- favorire il monitoraggio delle condizioni detentive e delle infrastrutture;
- migliorare il raccordo tra istituzioni locali, strutture sanitarie e servizi sociali;
- rendere più trasparente la gestione delle segnalazioni su suicidi, autolesionismo e altri episodi di malessere.
La proposta segue le sollecitazioni contenute nella visita del deputato Benzoni e nella richiesta avanzata dal gruppo di Azione al Comune di Massa. Se approvata, la mozione darà mandato alla Provincia di promuovere iniziative finalizzate al reinserimento della figura, con eventuali atti amministrativi e contatti con la Regione e il Ministero competente per definire competenze e funzioni specifiche.
Per i cittadini della provincia, la questione è rilevante per più motivi pratici: riguarda la gestione degli spazi carcerari sul territorio, la sicurezza e la qualità delle misure di assistenza psichiatrica e sanitaria e la prospettiva di azioni correttive nelle relazioni tra istituzioni locali e amministrazione penitenziaria. L'avvio dell'iter in Provincia dovrà ora essere seguito dagli atti consiliari e dal confronto con gli altri enti interessati.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Presenze carcere di Massa (fine 2025) | 298 |
| Capienza effettiva | 175 |
| Tasso di sovraffollamento (Massa, fine 2025) | 170,3% |
| Tasso medio Toscana (31/03/2026) | 134% |
| Eventi registrati nel 2025 a Massa | 1 suicidio, 12 tentati suicidi, 57 autolesionismi |
La mozione verrà discussa in consiglio provinciale: gli sviluppi saranno determinanti per capire se e come la Provincia intenderà attivare la figura del Garante dei detenuti, ritenuta da più parti uno strumento di tutela e di collegamento istituzionale tra carcere e territorio.