Messaggio duro dalla Guida Suprema e ripercussioni per Roma
La Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, è tornata a farsi sentire dopo l'attentato del 28 febbraio che ha causato la morte di Ali Khamenei e altri familiari. In un messaggio diffuso senza apparizioni pubbliche, Khamenei ha parlato in termini netti, affermando che la risposta all'attacco sarà ineludibile e indicando che esiste un elenco di possibili obiettivi.
“La vendetta è ciò che chiede la nostra nazione e deve assolutamente avere luogo”
Il quotidiano iraniano Hamshahri ha successivamente pubblicato quella che definisce una “lista nera” comprendente tredici persone ritenute responsabili dell'uccisione dell'ex ayatollah. Tra i nomi resi noti figurano personalità politiche di primo piano: oltre a Donald Trump e Benjamin Netanyahu, l'elenco include la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, Emmanuel Macron, Keir Starmer e Friedrich Merz. Appaiono inoltre il segretario di Stato americano Marco Rubio e il capo del Pentagono Pete Hegseth; restano esclusi invece il vicepresidente JD Vance e gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, citati come coinvolti nei negoziati.
La comparsa del nome della premier italiana ha provocato reazioni immediate nella politica nazionale. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso “massima solidarietà” a Meloni. Dal centrodestra sono arrivate dichiarazioni di compattezza: Matteo Salvini ha sottolineato che “chi attacca Giorgia Meloni attacca tutti noi”, mentre il presidente del Senato Ignazio La Russa ha chiesto una condanna netta di ogni intimidazione, affermando che l'episodio colpisce la premier e i valori democratici e le istituzioni che rappresenta.
La vicenda si colloca in un contesto internazionale già teso: nel messaggio di Khamenei è evidente l'intento di attribuire responsabilità e preannunciare misure di ritorsione. Secondo la fonte, il leader ha ringraziato le “decine di milioni di persone” che hanno partecipato ai funerali del padre in Iran e in Iraq. Sul fronte statunitense, la situazione è degenerata in un'ulteriore escalation verbale, con risposte pubbliche che innalzano i toni della disputa.
Per l'Italia la presenza del nome della premier in una lista di questo tipo apre questioni concrete: dalla sicurezza personale e diplomatica alla necessità di chiarimenti sulla posizione italiana nelle dinamiche internazionali che hanno portato all'attentato e alle reazioni iraniane. Le autorità nazionali si sono già attivate sul piano politico e comunicativo, ma la vicenda richiederà anche valutazioni di natura consolare, di intelligence e di coordinamento con partner europei e atlantici.
In prospettiva, l'evoluzione degli eventi dipenderà da molte variabili: dalle mosse che la leadership iraniana intenderà compiere in reazione all'attentato, alle risposte di Stati Uniti e alle reazioni della comunità internazionale. Per ora, a Roma prevale la scelta di manifestare solidarietà istituzionale e richiamare alla calma, pur monitorando la situazione con attenzione.
Chi compare nella "lista nera" pubblicata da Hamshahri
| Persone citate |
|---|
| Donald Trump |
| Benjamin Netanyahu |
| Giorgia Meloni |
| Emmanuel Macron |
| Keir Starmer |
| Friedrich Merz |
| Marco Rubio |
| Pete Hegseth |
- Immediata reazione politica: le principali istituzioni italiane hanno espresso sostegno alla premier.
- Rischio diplomatico: la vicenda complica i rapporti tra Tehran e paesi occidentali coinvolti o citati.
- Monitoraggio della sicurezza: possibile aumento delle misure di protezione e di coordinamento con gli alleati.