Legambiente fotografa un litorale sotto pressione: la Puglia seconda per reati marini
La regione sale al secondo posto nella classifica nazionale compilata nel dossier Mare Monstrum 2026, che analizza i controlli svolti nel 2025 dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto. Il report mette in evidenza un quadro complesso per le coste pugliesi, con numeri significativi che comprendono denunce, sequestri e sanzioni amministrative. Anche la provincia di Lecce figura ripetutamente nella lista delle criticità, soprattutto per abusi sul demanio e costruzioni realizzate senza titoli autorizzativi.
A livello nazionale il rapporto registra in totale 56.812 violazioni accertate, suddivise in reati penali e illeciti amministrativi. Le attività di controllo nel Paese sono state 750.828, con un calo del 19,8% rispetto all’anno precedente. In Puglia i controlli raggiungono quota 85.342, da cui emergono 2.599 reati e 3.196 illeciti amministrativi.
- Persone denunciate in regione: 2.569
- Arresti: 12
- Sequestri: 484
- Sanzioni amministrative: 7.284 per oltre 34,6 milioni di euro
Il rapporto mette inoltre in relazione i dati con la lunghezza della costa regionale: sugli 865 chilometri di litorale pugliese la somma di reati e illeciti amministrativi arriva a 5.795 violazioni, corrispondenti a circa 6,7 infrazioni per chilometro. Questo posiziona la Puglia all’undicesimo posto nella graduatoria delle violazioni per chilometro.
| Voce | Dato Puglia |
|---|---|
| Controlli | 85.342 |
| Reati | 2.599 |
| Illeciti amministrativi | 3.196 |
| Sanzioni amministrative | 7.284 (≈34.670.735 €) |
| Sequestri | 484 |
Il dossier indica come principali aree di illegalità il ciclo dei rifiuti e l’inquinamento marino; complessivamente in Italia sono stati accertati 7.317 reati connessi a questi temi. Le regioni meridionali — tra cui Campania, Puglia, Calabria e Sicilia — concentrano più della metà dei reati nazionali in materia costiera, con impatti che ricadono sulla fruizione delle spiagge, sulla qualità dell’acqua e sull’economia turistica locale.
Quali sono le implicazioni per il Salento
Per la provincia di Lecce, che vive di turismo balneare e attività legate al mare, questi dati si traducono in rischi concreti: erosione della fiducia dei visitatori, costi per bonifiche e interventi, difficoltà nella gestione del demanio marittimo. Le segnalazioni di abusi edilizi e di occupazioni abusive del litorale richiedono risposte coordinate tra enti locali, forze dell’ordine e Capitanerie per prevenire nuovi danni ambientali e tutelare la legalità.
Per i cittadini e gli operatori del Salento restano fondamentali alcune misure pratiche:
- segnalare tempestivamente alle autorità locali o alla Capitaneria eventuali costruzioni sospette o occupazioni abusive del demanio;
- chiedere informazioni sui titoli autorizzativi prima di utilizzare strutture presenti sulle coste;
- partecipare alle iniziative di monitoraggio civico e di pulizia del litorale promosse da associazioni ambientaliste e amministrazioni comunali.
Il dossier di Legambiente solleva quindi un monito per il territorio: consolidare i controlli sul campo e accelerare le procedure per rimuovere gli abusi può limitare i danni ambientali e supportare un turismo sostenibile, elementi cruciali per il futuro economico e ambientale del Salento.