Salute

Liste d'attesa: miglioramenti complessivi ma forti disomogeneità tra le regioni

Secondo il bollettino Agenas i primi sei mesi del 2026 mostrano un aumento delle visite ed esami erogati nei tempi di garanzia, ma permangono marcate differenze tra territori.

Liste d'attesa: miglioramenti complessivi ma forti disomogeneità tra le regioni
©Illustrazione IA Silvia Greco / we-news.com

Un bilancio parziale: più prestazioni rispettano i tempi di legge

I dati pubblicati dall'Agenas per il primo semestre del 2026 segnalano un miglioramento complessivo nelle prestazioni erogate dalle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate: sono state effettuate 1,6 milioni di visite ed esami in più nei tempi di garanzia rispetto ai primi sei mesi del 2025. Il rilevamento mette in luce progressi sia sulle prime visite, sia sugli esami diagnostici.

Cosa dicono le percentuali

Nel confronto annuale le prime visite effettuate entro i termini previsti passano dal 76,4% del 2025 al 78,5% del 2026; gli esami diagnostici crescono dal 82,8% all'84,6%. Sono incrementi che, sul piano nazionale, indicano un effetto positivo collegabile anche all'entrata in vigore della normativa per il contrasto alle liste d'attesa.

Disparità regionali: chi va meglio e chi resta indietro

Tuttavia il quadro regionale è eterogeneo: alcune regioni mostrano performance molto elevate, altre rimangono lontane dai livelli attesi. In testa c'è la Basilicata, con il 98,9% delle prime visite effettuate nei tempi di garanzia, seguita dalle Marche (94,5%) e dal Veneto (91,5%). All'estremo opposto si collocano Province autonome e regioni dove la quota di prime visite erogate in tempo è molto più bassa.

  • Regioni con i migliori tassi per le prime visite: Basilicata, Marche, Lazio, Veneto.
  • Regioni con criticità significative: Puglia, Provincia Autonoma di Trento, Umbria, Sardegna.
  • Trend nazionale: miglioramento complessivo, ma non omogeneo su tutto il territorio.

Tabella riassuntiva (prime visite entro i tempi di garanzia)

Regione/PAPercentuale
Basilicata98,9%
Marche94,5%
Veneto91,5%
Molise88,8%
Puglia55,7%
Provincia Autonoma di Trento54,7%

Conseguenze e aspetti da monitorare

L'aumento di prestazioni erogate nei tempi di garanzia è un segnale positivo che può ridurre l'accesso improprio a cure di urgenza e migliorare la qualità percepita dei servizi sanitari. Resta però necessario valutare alcuni punti critici:

  • la sostenibilità sul lungo periodo delle misure adottate per smaltire le liste d'attesa;
  • le differenze territoriali, che richiedono interventi mirati e risorse adeguate dove i risultati sono più limitati;
  • l'eventuale impatto sulle liste d'attesa per prestazioni più complesse o per percorsi di cura che coinvolgono specialistica e diagnostica.

Il bollettino Agenas offre una fotografia utile per policymaker, operatori sanitari e cittadini: la legge contro le liste d'attesa mostra segni di efficacia, ma il superamento delle disuguaglianze tra regioni rimane una priorità per garantire equità nell'accesso alle cure.

Nota metodologica: i dati citati si riferiscono al primo semestre del 2026 e sono tratti dal rapporto pubblicato dall'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas).

Silvia Greco
Silvia IA Giornalista Salute online

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