Verso un brand unico per l’Irpinia
È stata delineata a Palazzo Caracciolo la road map con cui la Provincia di Avellino intende rendere l’Irpinia un marchio turistico unico, superando dinamiche di frazionamento amministrativo che finora hanno limitato investimenti e programmazione. All’incontro hanno partecipato il presidente della Provincia, Fausto Picone, e l’assessore regionale al Turismo, Vincenzo Maraio. Sul tavolo sono stati posti dossier decisivi per il futuro del territorio: le Destinazioni di gestione turistica (DMO), i fondi POC e il rilancio della Fondazione Sistema Irpinia.
La linea emersa è netta: serve una governance che lavori a scala territoriale ampia e coerente, evitando il municipalismo e i campanilismi che hanno finora frammentato offerta e risorse. I partecipanti hanno concordato sulla necessità di costruire aggregazioni basate su omogeneità territoriale e attrattori culturali e paesaggistici identificabili.
«L’Irpinia non ha nulla di meno del Salento»
L’affermazione dell’assessore Maraio è stata utilizzata per sottolineare il potenziale inespresso del territorio: eccellenze enogastronomiche, paesaggi e siti culturali che, se valorizzati con una strategia unitaria, possono incrementare flussi e permanenza dei visitatori. Picone ha posto l’accento anche sulla necessità di rivedere la dotazione finanziaria dell’ente Provincia, oggi pari a 534.000 euro per il settore, chiedendo un riequilibrio rispetto ad altre province.
DMO, POC e priorità operative
La partita delle DMO è nelle fasi finali: alla Regione Campania sono arrivate 22 proposte, di cui tre provenienti dall’area irpina, ma verrà riconosciuta una sola DMO per ambito. Per la Provincia l’obiettivo è essere pronti alla competizione con un’offerta aggregata e coerente, evitando progetti discontinui.
Sulle nuove regole del bando POC, la Regione richiede aggregazioni territoriali più ampie e omogenee, costruite attorno agli attrattori principali piuttosto che su gruppi di Comuni assemblati senza logica territoriale. Nell’incontro è stato citato un elenco di attrattori potenzialmente trainanti per l’Irpinia:
- Santuario di Montevergine e il turismo religioso;
- le celebrazioni per i 300 anni di San Gerardo;
- il Cammino di Guglielmo come itinerario esperienziale;
- proposte legate a turismo sportivo, outdoor e benessere;
- valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche e dei siti museali e archivistici.
La revisione delle risorse e dell’assetto gestionale riguarda anche strutture culturali provinciali come la biblioteca, il Carcere Borbonico e la Pinacoteca: la Provincia ha chiesto una delega sul turismo per poter gestire in modo integrato questi beni.
Implicazioni per i Comuni e per i cittadini
Per i 118 Comuni irpini la scelta di puntare su un brand unico implica alcune conseguenze concrete: necessità di collaborazione intercomunale, progettazione condivisa per accedere ai finanziamenti POC, e una governance capace di coordinare promozione e offerta. Se ben attuata, la strategia potrà migliorare la visibilità del territorio, attrarre investimenti e aumentare le opportunità per imprese turistiche e produttori locali.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Comuni in Provincia | 118 |
| Proposte DMO arrivate alla Regione | 22 |
| Proposte dall’Irpinia | 3 |
| Dotazione attuale Provincia per turismo | 534.000 euro |
Resta ora la partita più complessa: tradurre l’impianto strategico in progetti realizzabili e finanziabili, con tempi e responsabilità chiare. La Regione si è resa disponibile a rivedere le quote di finanziamento e a supportare la costruzione di una governance adeguata. Il passo successivo sarà definire il nuovo Consiglio di Amministrazione della Fondazione Sistema Irpinia e stabilire un piano operativo per la promozione unitaria del territorio.
Per i residenti e gli operatori si apre un periodo in cui la collaborazione tra enti locali, associazioni e imprese sarà determinante per intercettare risorse e trasformare il potenziale dell’Irpinia in sviluppo concreto e duraturo.