Un cambiamento di prospettiva: dalla mobilitazione al coinvolgimento strutturato
Il Vietnam sta ridefinendo il rapporto con la propria comunità all'estero trasformandola in un elemento centrale della strategia tecnologica nazionale. Al centro di questa svolta c'è la convinzione che la rete di oltre 6 milioni di connazionali distribuiti nel mondo costituisca una risorsa non solo culturale ma anche tecnologica e scientifica. La novità è sia politica sia pratica: non più solo richieste di contributi episodici, ma la creazione di meccanismi stabili per favorire il trasferimento di competenze e progetti.
Lo ha ribadito, nei termini di indirizzo, la recente conferenza organizzata a Hanoi dal comitato statale competente e la successiva visita di Stato in Australia, dove il Segretario Generale e Presidente To Lam ha incontrato intellettuali e scienziati vietnamiti. L'approccio è stato formalizzato con la Risoluzione n. 23-NQ/TW del Politburo del 2 agosto 2026, che qualifica i vietnamiti all'estero come “risorsa strategica, ponte verso il mondo e partecipanti” al progetto nazionale.
"da 'mobilitazione, raccolta e cura' ad 'accompagnamento e creazione di meccanismi'"
Priorità tecnologiche e aree di intervento
La risoluzione individua aree considerate prioritarie dove concentrare le competenze della diaspora: intelligenza artificiale, semiconduttori, biotecnologie, trasformazione digitale e supporto alle startup. È un elenco che rispecchia la competizione globale per chip, algoritmi e biotecnologie, settori in cui paesi con politiche mirate cercano oggi vantaggi strategici.
- Intelligenza artificiale: potenziare ricerca, applicazioni e formazione.
- Semiconduttori: costruire capacità nella catena del valore produttivo.
- Biotecnologie: favorire sinergie tra ricerca e industria sanitaria.
| Area | Obiettivo indicato |
|---|---|
| IA | Coinvolgere esperti all'estero in ricerca e trasferimento tecnologico |
| Semiconduttori | Usare la diaspora come ponte per know-how e investimenti |
| Biotecnologie | Favorire partenariati e innovazione applicata |
Implicazioni e sfide per il Vietnam e per l'Europa
La strategia vietnamita evidenzia due tendenze rilevanti per l'Europa e per l'Italia: da un lato, la crescente importanza delle diaspore come veicoli di trasferimento tecnologico; dall'altro, la spinta di paesi emergenti a costruire autonomie in settori chiave. Per paesi come l'Italia ciò comporta opportunità di collaborazione scientifica e commerciale, ma anche la necessità di valutare la competitività del proprio sistema di ricerca e formazione professionale.
La transizione annunciata — dalla semplice raccolta di contributi verso la costruzione di meccanismi istituzionali — richiederà tempo e strumenti: quadri normativi chiari, incentivi alla cooperazione e reti di connessione durature tra istituzioni e professionisti. Il successo dipenderà dalla capacità delle autorità vietnamite di tradurre la volontà politica in pratiche operative che attraggano partecipazione qualificata dalla diaspora.
In un contesto globale segnato da tensioni sulle catene dell'offerta e dalla corsa agli investimenti in tecnologie avanzate, la mossa di Hanoi è un esempio significativo di come gli Stati tornino ad investire sul capitale umano transnazionale per accelerare la modernizzazione economica.