Un festival che muove cultura e comunità nei borghi della provincia
Il Festival Storie conferma l'obiettivo di portare spettacolo e riflessione nei centri minori della provincia di Fermo, mettendo insieme nomi del teatro nazionale e iniziative locali orientate al recupero di spazi culturali. La presentazione della manifestazione, a cui hanno partecipato amministratori e direttori artistici, ha sottolineato la volontà di «far conoscere la nostra cultura, le nostre piazze e i nostri teatri» e di usare le storie come strumento di identità per le aree interne.
All'incontro era presente il sindaco di Monte Vidon Combatte, Alberto Antognozzi, che ha spiegato come il festival rappresenti per il suo comune un'occasione concreta: sono previsti due eventi a dicembre pensati anche per inaugurare il teatro in fase di recupero. Il programma annunciato in sede di presentazione include interpreti e registi di richiamo, segnale della capacità della rassegna di coniugare proposte di qualità con la valorizzazione dei territori.
«Il Festival Storie aiuta a promuovere non solo il mare e la costa. Abbiamo borghi vivi che danno alle aree interne un'identità precisa»
Alla presentazione hanno partecipato, tra gli altri, Fabio Paci — anima organizzativa della manifestazione — e Saverio Marconi, che figura come co-direttore artistico insieme a Manu Latini. Marconi, regista con esperienze che lo hanno portato anche a Broadway, ha dichiarato di essere stato subito attratto dal progetto e di ritenere significativo lavorare nei piccoli centri che ospitano diversi linguaggi artistici, dal teatro alla letteratura.
- Due eventi annunciati per dicembre a Monte Vidon Combatte, con l'obiettivo di inaugurare il teatro in restauro.
- Presenza di nomi nazionali: Saverio Marconi, Giorgio Pasotti, Raffaele Paganini e altri artisti coinvolti nelle iniziative.
- Coinvolgimento istituzionale: partecipazione del prefetto e attenzione al rapporto tra istituzioni e territorio.
Il festival porta con sé anche ricorrenze e riferimenti alla storia artistica: Marconi ha ricordato alcuni anniversari legati al suo percorso professionale, sottolineando come le «storie» rappresentino un patrimonio da condividere. In programma, tra gli spettacoli segnalati, la messa in scena de La Locandiera, diretta da Marconi e con la partecipazione di interpreti indicati nella presentazione.
Non è passata inosservata la partecipazione del prefetto, che ha voluto rimarcare il diverso ruolo assunto oggi dall'ufficio territoriale rispetto al passato. Secondo il rappresentante dello Stato, la presenza istituzionale al festival non è solo un atto formale legato alla sicurezza o agli eventi tradizionali, ma una scelta che testimonia l'interesse per la conoscenza diretta dei luoghi e per il sostegno alle iniziative che favoriscono il radicamento culturale.
| Artista/ruolo | Ruolo/Parte | Comune citato |
|---|---|---|
| Saverio Marconi | Co-direttore artistico; regista | -- |
| Fabio Paci | Organizzatore / anima della manifestazione | -- |
| Manu Latini | Co-direttore artistico | -- |
| Giorgio Pasotti | Interprete annunciato | Monte Vidon Combatte |
| Raffaele Paganini | Protagonista insieme a Marconi (appuntamento segnalato) | Loro Piceno |
| Edoardo D'Alascio | Prefetto (presenza istituzionale) | -- |
Per le comunità locali il festival rappresenta un'opportunità multipla: aumentare la visibilità dei borghi, attrarre pubblico verso teatri e piazze, e in alcuni casi accelerare il recupero di strutture culturali. L'iniziativa è pensata anche come stimolo per i giovani e per le realtà associative che animano i paesi, con l'intento di costruire legami più forti tra istituzioni, operatori culturali e cittadini.
Nei prossimi mesi si attendono dettagli sul calendario completo, sulle sedi di ciascuno spettacolo e sulle modalità di partecipazione del pubblico. Per ora la dichiarata intenzione degli organizzatori è chiara: portare le storie — in tutte le loro forme — al centro delle comunità della provincia, facendo dei borghi luoghi vivi e riconoscibili anche attraverso la proposta culturale.