Un modello turistico che parte dai borghi
Il dibattito sul futuro del turismo nella provincia di Cuneo si concentra sui piccoli centri: interlocutori locali del settore indicano nei borghi non un limite, ma una risorsa strategica da valorizzare. L'analisi prende spunto dalla ricerca Confturismo-Isfort, che a livello nazionale mostra come soltanto una quota ristretta di comuni minori stia esprimendo pienamente il proprio potenziale turistico.
Per le categorie economiche locali la sfida è chiara: tradurre l'identità culturale e enogastronomica dei paesi in un prodotto turistico riconoscibile e sostenibile, capace di generare valore occupazionale e economico. Su questo punto convergono le parole dei rappresentanti delle associazioni di settore, che sottolineano la necessità di un miglioramento delle competenze, dei servizi e delle infrastrutture di supporto.
"Per la nostra provincia di Cuneo, i piccoli borghi non sono solo 'luoghi di passaggio', ma il vero cuore pulsante di un nuovo modello turistico"
La proposta comprende più ambiti di intervento, a partire dalla formazione degli operatori: secondo Confcommercio, occorre diffondere una cultura dell'ospitalità professionale che coinvolga non solo le strutture ricettive ma l'intera filiera dei servizi locali. Parallelamente, viene richiamata l'attenzione sulla domanda turistica contemporanea, «tecnologica, informata e alla ricerca di autenticità», che impone strumenti di comunicazione e prenotazione moderni e una presenza digitale efficace.
Quali interventi servono sul territorio
Perché i borghi possano diventare veri attrattori turistici, gli operatori individuano una serie di esigenze concrete:
- Infrastrutture di orientamento: cartellonistica e segnaletica per rendere accessibili percorsi e punti di interesse;
- Servizi accessori: punti di informazioni, aree sosta attrezzate, servizi igienici pubblici adeguati;
- Capacità ricettiva professionale: adeguamento e formazione di strutture ricettive e ristorative;
- Promozione digitale: strumenti di visibilità online e canali di prenotazione moderni;
- Sinergie territoriali: reti tra borghi, percorsi tematici e offerte integrate per prolungare la permanenza del turista.
| Ambito | Intervento consigliato |
|---|---|
| Accoglienza | Formazione diffusa e standard professionali |
| Infrastrutture | Segnaletica, accessibilità e servizi pubblici |
| Promozione | Presenza digitale e pacchetti turistici integrati |
Le osservazioni avanzate dagli interlocutori locali mettono inoltre in luce la necessità di un salto di qualità nella governance territoriale: non basta che singole eccellenze emergano, occorre costruire percorsi coordinati che mettano in rete risorse culturali, enogastronomiche e ambientali.
Sul piano pratico, questo si traduce in azioni condivise tra amministrazioni comunali, associazioni di categoria e operatori privati: pianificazione degli interventi, investimenti mirati e campagne di promozione congiunte. Per molti comuni della provincia l'obiettivo è diventare protagonisti attivi dell'offerta turistica, non meri punti di passaggio lungo itinerari più ampi.
Per i residenti le ricadute attese riguardano il potenziamento dei servizi locali e opportunità di lavoro legate a un turismo più qualificato. Per gli operatori, invece, il compito è costruire prodotti e servizi in grado di rispondere a una domanda che premia autenticità, qualità e fruibilità, sia dal punto di vista logistico sia comunicativo.
La discussione rimane aperta: trasformare i borghi in motori di sviluppo richiederà tempo, risorse e una forte collaborazione pubblico-privato. Restano elementi concreti su cui lavorare: formazione, infrastrutture e promozione digitale sono i punti di partenza indicati dagli attori del settore nella nostra provincia.