La revoca del finanziamento e la reazione dell'amministrazione
La notizia della cancellazione del finanziamento destinato alla realizzazione del nuovo ospedale per Gela ha suscitato una pronta e netta reazione da parte dell'amministrazione comunale. Il sindaco Terenziano Di Stefano ha definito l'episodio «l'ennesimo bluff del governo regionale» e ha annunciato una forma di protesta civile e simbolica: da domani il suo ufficio verrà trasferito davanti all'ospedale Vittorio Emanuele fino a quando non saranno chiariti gli impegni assunti e garantite le risorse per la progettazione esecutiva.
Secondo il primo cittadino, la decisione regionale rappresenta un danno per una città che convive con elevati carichi di patologie legate all'industrializzazione del territorio. Il progetto per un nuovo nosocomio nell'area di Ponte Olivo, ottenuta in concessione da Eni, era stato presentato come risposta alle esigenze dell'intero comprensorio dell'area sud della provincia di Caltanissetta.
“Il governo Schifani, l’Asp di Caltanissetta e i rappresentanti politici del territorio della maggioranza di centrodestra dovrebbero spiegare alla città perché in due anni non è stato fatto niente”
Le richieste e le mosse successive
Il sindaco ha già avviato una verifica negli uffici regionali e sollecita la tutela dei fondi destinati alla progettazione. Pur denunciando il depotenziamento dell'ospedale esistente, Di Stefano chiede che almeno vengano salvaguardate le risorse per la fase progettuale, elemento ritenuto fondamentale per non vanificare il lavoro preparatorio fin qui svolto.
- Richiesta di chiarimenti immediati alla Regione e all'ASP di Caltanissetta;
- Trasferimento simbolico dell'ufficio del sindaco davanti all'ospedale Vittorio Emanuele;
- Verifica amministrativa presso gli uffici regionali per accertare lo stato dei fondi e della progettazione.
Impatto locale e nodi aperti
La rinuncia ai fondi per il nuovo nosocomio solleva questioni pratiche rilevanti per i residenti: la tenuta dei servizi sanitari sul territorio, i tempi e le garanzie su eventuali alternative e la tutela della salute pubblica in un'area con criticità ambientali e sanitarie note. L'attuale ospedale Vittorio Emanuele, secondo il sindaco, risente già di un depotenziamento che potrebbe aggravarsi senza un progetto sostitutivo adeguato.
| Voce | Situazione |
|---|---|
| Area prevista | Ponte Olivo (area trasferita da Eni) |
| Azione sindacale | Trasferimento ufficio davanti al Vittorio Emanuele |
| Richiesta | Salvaguardia dei fondi per la progettazione |
Nei prossimi giorni sarà decisivo comprendere se la mobilitazione del sindaco porterà a un tavolo di confronto con la Regione e l'ASP o se la vertenza si allargherà coinvolgendo i territori limitrofi. Per i cittadini di Gela resta aperta la domanda su tempistiche e garanzie per il diritto alla salute: il trasferimento simbolico dell'ufficio davanti al nosocomio è volto a tenere alta l'attenzione sul tema fino a ottenere risposte concrete.
La vicenda, al momento, è in evoluzione: la disponibilità dei rappresentanti regionali a chiarire le ragioni della cancellazione dei finanziamenti e a indicare eventuali alternative sarà determinante per definire i prossimi passi dell'amministrazione comunale e della comunità gelese.