Un’emergenza demografica che tocca la Ciociaria
La provincia di Frosinone registra una contrazione marcata della popolazione giovane. Secondo l’ultima analisi dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, tra il 2015 e il 2025 la fascia d’età 15-34 anni si è ridotta di 19.821 residenti, pari a un -17,9%. Un arretramento che colloca Frosinone tra le province italiane più colpite, al decimo posto per contrazione percentuale degli under 35.
Il confronto nel Lazio: provincia in affanno, Capitale in tenuta
Il quadro regionale mette in luce andamenti divergenti. Nel complesso, il Lazio perde il 4,5% dei giovani tra 15 e 34 anni, un valore simile alla media nazionale (-4,3%). La Ciociaria però fa segnare la flessione più severa tra le province laziali. A Latina gli under 35 diminuiscono di 10.085 unità (-7,9%), mentre a Viterbo il calo è del 10,5% e a Rieti del 9,8%. Fa eccezione Roma, dove la diminuzione si ferma all’1,6%, sostenuta da una maggiore capacità di attrarre studenti e lavoratori.
| Territorio | Variazione 15-34 anni |
|---|---|
| Frosinone | -17,9% (‑19.821) |
| Latina | -7,9% (‑10.085) |
| Viterbo | -10,5% |
| Rieti | -9,8% |
| Roma | -1,6% |
| Lazio (tot.) | -4,5% |
| Italia (media) | -4,3% |
Effetti su lavoro, imprese e servizi locali
Il ridimensionamento del segmento giovanile non è solo una questione di statistiche. La Cgia lega il fenomeno a un progressivo invecchiamento del Paese e alla contrazione della forza lavoro. Tra il 2025 e il 2029 in Italia sono attesi in pensione oltre 3 milioni di occupati: più di 1,6 milioni nel settore privato, circa 770 mila nel pubblico e oltre 665 mila tra gli autonomi. Nel Lazio, entro il 2029, si stima l’uscita dal mercato del lavoro di circa 305 mila persone.
In un territorio manifatturiero e di servizi come la Ciociaria, questi numeri pongono un tema di ricambio generazionale e trasmissione di competenze. Le imprese rischiano di faticare a reperire profili tecnici, artigiani qualificati e personale specializzato. Anche settori chiave come sanità territoriale, scuola e pubblica amministrazione dovranno pianificare sostituzioni in tempi rapidi per garantire continuità dei servizi.
Perché si va via: attrattività e opportunità
I dati mettono in evidenza un Lazio a due velocità. La Capitale continua ad attirare studenti universitari e lavoratori, mentre le province, e in primo luogo Frosinone, faticano a trattenere i giovani. Alla base, secondo quanto rileva l’analisi, incide l’equilibrio tra opportunità di studio e lavoro, qualità dei servizi e prospettive di carriera. Il risultato è una perdita di capitale umano che indebolisce il tessuto economico locale e allarga il divario con i poli metropolitani.
Le ricadute sul territorio
- Mercato del lavoro: contrazione della platea in età attiva e rischi di scoperture nei profili tecnici.
- Sistema produttivo: più complesso pianificare passaggi generazionali nelle Pmi e nell’artigianato.
- Welfare locale: pressione crescente su sanità e servizi sociali per l’invecchiamento della popolazione.
- Scuola e formazione: potenziale calo di iscrizioni e riduzione dell’offerta in aree periferiche.
Le leve possibili: formazione e qualità dell’abitare
Sebbene lo studio fotografi la tendenza, alcune leve sono note nel dibattito locale: rafforzare orientamento e formazione tecnica in filiera con le imprese del territorio; agevolare tirocini qualificanti e percorsi duali; migliorare mobilità e connessioni per ridurre l’isolamento dei centri interni; investire nella riqualificazione urbana e nella residenzialità accessibile per giovani lavoratori e studenti. La sfida è rendere competitiva la provincia anche sul piano della qualità della vita, oltre che delle opportunità professionali.
Una priorità per amministrazioni e parti sociali
Il dato della Cgia impone una pianificazione condivisa tra istituzioni locali, sistema produttivo e mondo dell’istruzione. Senza interventi mirati, il calo degli under 35 rischia di accelerare lo squilibrio demografico e di limitare le prospettive di crescita. Per la Ciociaria, la tenuta dell’occupazione e dei servizi passerà dalla capacità di trattenere e attrarre giovani competenze, condizione indispensabile per sostenere competitività e innovazione nei prossimi anni.